Anche la lana d’angora è ottenuta in modo crudele

di Elle del 26 febbraio 2014

La campagna della PETA, intrapresa lo scorso anno, ha portato a far luce sulla crudeltà nascosta dietro la produzione della lana d’angora. Si tratta di un video, girato tra un’attivista infiltrato come operaio all’interno di alcune fattorie in Cina, e che mostra la sorte destinata ai pregiati conigli cui viene tolta la pelliccia da vivi.

Le aziende visitate, nella zona dello Jiangsu e di Shandong, sarebbero le maggiori produttrici ed esportatrici di questa ‘fibra naturale’; in Cina non sono previste sanzioni per gravi forme di maltrattamento di animali come queste.

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Le immagini hanno colpito il pubblico, tanto che molte grandi aziende di moda hanno deciso di non utilizzare più l’angora nelle loro prossime collezioni. I conigli sottoposti a queste pratiche così dolorose sono animali dotati di sensibilità ed intelligenza oltre ad essere propensi all’interazione sociale con i loro simili, fatto che li spinge a costruire legami duraturi.

La soppressione definitiva di questi esemplari avviene dopo una lunga sofferenza.

Dopo la campagna di sensibilizzazione dell’associazione animalista svariati marchi d’abbigliamento hanno rinunciato all’uso della lana d’angora per realizzare i loro capi: si tratta di grandi aziende del calibro di Gap Inc., H&M, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Victoria’s Secret, Marc O’Polo.

La riduzione della richiesta di lana d’angora, grazie anche alla diffusione di queste immagini, forse renderà possibile la fine di questa ennesima forma di abuso su esseri senzienti per fini strettamente legati alla vanità umana.

Vi proponiamo la visione del video della PETA ricordando la crudezza delle immagini per gli utenti più sensibili.

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