Eco-sostenibilità, anche la canna se non è bio è piena di pesticidi!

di Martina Pugno del 21 dicembre 2013

I sostenitori del libero consumo delle droghe leggere si appellano spesso alle proprietà benefiche, ma anche alla componente del tutto naturale della marijuana: le cose, però, non stanno sempre così e anche le “canne” realizzate con la famigerata erba rischiano di contenere molta più chimica di quanto non si pensi. Il pericolo maggiore, in questo senso, è costituito dai pesticidi che, se depositati sulle piantine, rischiano di venire inalati con il fumo.

LO SAPEVI CHE… Gli hippy erano già eco-sostenibili!

Le quantità di pesticidi che possono trasferirsi dalla piantina allo spinello sono molto elevate: fino al 70%, secondo quanto dimostrato dal recente studio condotto da Jeffrey Raber, ricercatore chimico della University of Southern California.

Lo studioso ha sottolineato il pericolo derivante dai pesticidi sulla marijuana, che se fumati arrivano al sangue praticamente con la stessa rapidità che caratterizza il processo per iniezione.

LEGGI ANCHE: Anche la coltivazione di marijuana distrugge la foresta nigeriana

Fumare erba ricoperta di pesticidi, aggiunge lo studioso, non è come mangiare frutta o verdura non biologica: innanzitutto, non vi sono controlli sul tipo di sostanza utilizzata per proteggere le piante di marijuana da parassiti e insetti.

In più, la frutta e la verdura possono essere lavate prima di venire ingerite, senza contare che il corpo umano filtra molto meglio le sostanze dannose attraverso la digestione che attraverso l’inalazione.

VAI A: Eco-mafia: riciclare illegalmente frutta miliardi… di euro!

Le cose non vanno meglio nemmeno per le piantagioni destinate alla commercializzazione a fine medico: anche in questo caso, l’uso di pesticidi è elevato per poter andare incontro al maggiore profitto possibile. L’allarme lanciato attraverso questo studio porta alla luce un problema da non sottovalutare, sopratttutto per quanto riguarda il consumo medico, che avviene da parte di persone, nella maggior parte dei casi, già immunocompromesse.

Lo studio dimostra come la qualità non sia garantita nemmeno nei Paesi che permettono la coltivazione a scopo medico. Per questo sarebbe bene che i ‘consumatori’ cercassero prodotti testati in laboratorio, ma come si può esserne certi? Senza regolamenti e senza controlli di qualità, qualsiasi cosa può essere immessa sul mercato.

 POTREBBBE INTERESSARTI ANCHE: Come disintossicare il nostro corpo in modo naturale

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *