Ecomafie, reati in calo ma aumentano nel settore agroalimentare

di Luca Scialò del 11 agosto 2016

Come ogni anno ormai, anche in questo 2016 Legambiente ha stilato il rapporto Ecomafia 2016, che racchiude i dati raccolti dall’Osservatorio nazionale ambiente e legalità dell’associazione, con il contributo delle forze dell’ordine. Si evidenzia un dato positivo: il calo dei reati in concomitanza con la nuova legge sui reati ambientali. Purtroppo però non mancano spunti negativi.

Il primo dato che emerge è che il fatturato delle ecomafie è sceso di quasi 3 miliardi di euro, assestandosi sui 19,1 miliardi. Lo scorso anno sono stati accertati 27.745 reati ambientali (più di 76 al giorno), arrestate 188 persone, 24.623 quelle denunciate. Più di 7mila sequestri. Se si prendono le singole regioni, si scopre che la Campania è maglia nera per numero di reati, mentre per quanto riguarda la corruzione legata a illeciti ambientali troviamo la Lombardia, seguita sempre da Campania, Lazio, Sicilia e Calabria.

L’incidenza dei clan sui reati ambientali la si evince dal fatto che essi dominino in regioni quali Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Se ne sono contati 13.388, il 48,3% sul totale nazionale, mentre nel 2014 l’incidenza era del 44,6%. Per fortuna però, anche in queste regioni il volume d’affari dei clan basato sui reati ambientali sta calando, con 19,1 miliardi di euro nel 2015 rispetto ai 22 miliardi del 2014.

Come dicevamo, la Campania è tornata maglia nera in termini di ecoreati, ben 4.277 reati: più del 15% sul dato complessivo nazionale. Mentre nel 2014 era stata la Puglia la regione a detenere questo triste primato. Quanto alle province, primeggiano sempre due campane: Napoli e Salerno, rispettivamente con 1.579 e 1.303 reati, seguite da Roma (1.161), Catania (1.027) e Sassari (861).

Dal 1 gennaio 2010 al 31 maggio 2016 Legambiente ha contato 302 inchieste sulla corruzione in materia ambientale, con 2.666 persone arrestate e 2.776 denunciate. La Lombardia è la regione con il numero più alto di indagini (40), seguita da Campania (39), Lazio (38), Sicilia (32) e Calabria (27).

Ecoreati nell’edilizia

Il cemento resta il settore top per gli ecoreati. Il tutto, nonostante la crisi in cui versa il settore edilizio ormai da tempo. Primeggia sempre la Campania, che detiene il 18% degli edifici abusivi costruiti. Seguono la Calabria (12%), il Lazio e la Sicilia (entrambe al 10%).

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Altra merce oggetto degli ecoreati è ovviamente il traffico dei rifiuti e riguarda tutte le regioni e coinvolge 35 Stati esteri. Si pensi che nelle ultime 12 inchieste di quest’ultimo anno e mezzo (gennaio 2015-maggio 2016) le tonnellate di rifiuti illeciti sequestrate sono state 3,5 milioni, più o meno l’equivalente di 141mila TIR.

Ecoreati alimentari

Crescono poi gli ecoreati nella filiera agroalimentare, che sta diventando la nuova frontiera del business illecito. Nella filiera dell’agroalimentare lo scorso anno sono stati accertati 20.706 reati e 4.214 sequestri. Così, il valore complessivo dei sequestri effettuati – rileva il rapporto – ammonta a più di 586 milioni di euro.

Tra le tipologie specifiche di crimini agroalimentari la contraffazione è tra le più diffuse e colpisce principalmente i prodotti a marchio protetto, come l’olio extravergine di oliva, il vino, il parmigiano reggiano e così via. Occhi puntati poi sul caporalato, che riguarda tanto il Nord quanto il Sud, con circa 80 distretti agricoli dove sono stati registrati fenomeni di questo tipo.

Ecoreati contro gli animali

Non mancano poi i reati nel racket degli animali con 8.358 reati commessi nel 2015. anche i beni culturali non sfuggono alle grinfie dei malfattori: nel 2015 sono stati recuperati o sequestrati dalle forze dell’ordine per un valore che supera abbondantemente i 3,3 miliardi. Un fenomeno allarmante, se si considera che il 2014 il volume d’affari era di 530 milioni. Sei volte in meno.

Ecoreati contro l’ambiente

Infine, i roghi: nel 2015 sono andati letteralmente in fumo’ più di 37mila ettari e più del 56% si è concentrato sempre in regioni ad alta presenza criminale. Prima sempre la Campania, mentre quinta si accoda il Lazio, poco dietro la Sicilia.

Dunque, se il trend degli ecoreati è complessivamente in calo, i dati ci dicono anche come alcuni reati siano in aumento in alcuni settori. Come quello agroalimentare e quello dei beni culturali. Al Sud, poi, le organizzazioni criminali giocano ancora un ruolo da protagoniste.

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