Efficienza energetica degli elettrodomestici in standby: la legge UE non è rispettata

di Erika Facciolla del 4 dicembre 2014

Non è bastata una direttiva dell’Unione Europea sull’efficienza energetica degli elettrodomestici e neanche oltre quattro anni di tempo per recepirla e applicarla come si deve: ogni anno in Europa vengono ancora immessi sul mercato oltre 1 miliardo di piccoli e grandi elettrodomestici non conformi alla normativa UE in materia energetica.

Le difformità, tanto per cambiare, riguardano il famigerato ‘stand-by’ e la modalità ‘spento’: per quest’ultima la normativa comunitaria prevede che l’assorbimento energetico non superi 1 watt di potenza; 2 watt per la modalità stand-by’ laddove l’energia in più serva ad illuminare un display in grado di fornire informazioni (es. data, orario).

Nonostante la legge parli chiaro, l’efficienza energetica degli elettrodomestici in standby è fuori norma: un terzo degli elettrodomestici venduti nel Vecchio Continente non rispetta infatti queste indicazioni.

I loro consumi superano infatti i 3 watt in media di potenza assorbita da fermo, che tradotto in altri termini equivalgono a ben 3,6 milioni di tonnellate di Co2 rilasciate nell’atmosfera e 1 miliardo di euro bruciati in energia elettrica non necessaria.

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I dati sono stati raccolti e analizzati da Avvenia – azienda italiana leader nel settore dell’efficienza energetica – che ha evidenziato anche gli apparecchi più ‘spreconi’ in stand-by: si tratta di viodeogiochi, stampanti laser, fotocopiatrici e console, decoder terrestri, macchine del caffè, router, forni elettrici e impianti stereo che, se collegati ad una presa della corrente, possono sprecare fino al 95% dell’energia assorbita. Nella lista dei cattivi sono finiti perfino i caricatori dei cellulari che troppo spesso dimentichiamo per ore – in alcuni casi giorni – collegati alla presa della corrente senza utilizzarli.

La propensione decisamente ‘energivora’ degli elettrodomestici (ma anche degli utilizzatori finali) di fabbricazione europea rappresenta un danno enorme per l’economia e per l’ambiente. Per una famiglia italiana media si calcola che il dispendio energetico possa arrivare addirittura a circa 400 euro all’anno; a livello europeo, invece, tutto questo spreco corrisponde all’11% dell’energia totale prodotta.

Per non parlare delle conseguenze ambientali che, come abbiamo visto, equivalgono a milioni di tonnellate di gas tossici prodotti a dispetto di una normativa vigente da ben 5 anni. Quanto ancora occorrerà aspettare prima che si ponga fine a questo enorme spreco?

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