Elettricità dalla piante: azienda olandese ricava energia ‘vegetale’

di Erika Facciolla del 7 febbraio 2015

Un’azienda olandese sta studiando come riuscire a mimare il processo di fotosintesi clorofilliana per ricavare elettricità rinnovabile da fonti ‘naturali’ e sicure.

Usare le piante per produrre energia elettrica pulita e subito disponibile: non è fantascienza ma il progetto di una interessante start-up olandese che sembra avere tutte le carte in regola per rivoluzionare il settore delle rinnovabili.

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Fondata nel 2009 da due ricercatori del dipartimento di tecnologia ambientale dell’Università di Wageningen, si chiama Plant-e, e da tempo è al lavoro su una tecnica di produzione energetica basata sul plant-microbial fuel cell, un processo che sfrutta la fotosintesi clorofilliana attivata dalle piante per produrre energia elettrica a basso impatto ambientale.

Durante la fotosintesi, infatti, la pianta produce delle sostanze organiche che in parte vengono espulse dalla radici e liberate direttamente nel terreno. Posizionando degli elettrodi vicino le radici dei vegetali, i ricercatori di Plant-e sono riusciti a ‘catturare’ gli elettroni di scarto prodotti dai microrganismi che consumano quelle sostanze e sfruttare l’energia prodotta dalla differenza di potenziale. Una volta catturata, l’energia viene trasformata in elettricità, senza danneggiare o influenzare in alcun modo la vita della pianta stessa.

Ad oggi, il sistema è stato testato nei Paesi Bassi solo su piccola scala ed è in grado di produrre appena 0,4 W per 1 mq. L’obiettivo dei ricercatori, però, è di arrivare a 3,2 W generati da un’area di 100 mq che sarebbero sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico annuale medio di una famiglia: basta avere a disposizione un’area coltivabile molto umida, acqua e una fonte luminosa.

fotosintesi produce energia

Elettricità dalla piante: azienda olandese ricava energia ‘vegetale’

Al momento l’azienda olandese commercializza anche un particolare sistema componibile tipo lego di piastrelle con piantine incorporate da mettere sul tetto per produrre energia, diminuire i costi della bolletta, sebbene per ora si possa ricaricare giusto un cellulare.

La scoperta potrebbe rivelarsi particolarmente utile per portare energia nelle aree più povere del mondo, in particolare nelle aree declinate a risaie o vicino a zone umide dove la vegetazione è abbondante. D’altro canto, sfruttare la fotosintesi delle piante per creare energia elettrica su larga scala proietterebbe  il futuro delle rinnovabili su un nuovo orizzonte, finalmente libero dalle fonti fossili.

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