Energia dalle maree: parco sottomarino da record nel mare scozzese

di Marco Grilli del 21 febbraio 2015

Ricavare energia dalle maree grazie alle turbine sottomarine è ormai una tecnologia consolidata, e la Scozia prova a realizzare il più grande impianto, capace di produrre 400 MW.

Nelle correnti sottomarine del Regno Unito si nasconde un tesoro; è stata stimata una risorsa annuale di ben 29 terawatt/ora (TW/h) di energia ricavabile dalle maree, 11 dei quali ottenibili dai fondali marini nel Penthland Firth, siti tra la costa dellapunta settentrionale scozzese e l’isola di Stroma, nelle Orcadi.

Proprio tale area è stata interessata a un progetto faraonico del valore di oltre 50 milioni di sterline, volto a realizzare uno dei più grandi impianti europei per la produzione di energia elettrica derivata dalle correnti sottomarine, della potenza totale di 400 MW.

I lavori sono iniziati alla fine del 2014 e prevedono nella prima fase l’installazione di quattro turbine alte 30 metri, per produrre 1,5 MW in mare aperto, ad una profondità di 40 metri, contemporaneamente alla realizzazione delle numerose infrastrutture di terra, a partire dal centro onshore di conversione dell’energia e di collegamento alla rete elettrica regionale, che avrà sede a Ness of Quoys.

Il fondo d’investimento delle energie rinnovabili del governo scozzese, il dipartimento britannico per l’energia e il cambiamento climatico, il Crown Estate e altri finanziatori privati hanno permesso di far partire questo ambizioso progetto, diretto dalla compagnia Atlantis Resources e ribattezzato MeyGen.

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Le prime quattro turbine saranno operative alla fine del 2016, ma nel breve termine saliranno a 61 con l’obiettivo di provvedere al fabbisogno energetico di 42mila abitazioni, mentre a regime la costruzione di 400 dovrebbe portare energia pulita a ben 175mila famiglie. Una volta completato, il progetto MeyGen promette di creare oltre 100 nuovi posti di lavoro e ridurre significativamente le emissioni nocive di CO2, garantendo forniture energetiche sostenibili a lungo termine, che apporteranno significativi benefici all’economia del Regno Unito.

Il processo di selezione dell’area migliore per lo sfruttamento delle risorse partì cinque anni fa, quando furono condotti i primi studi nel Pentland Firth, grazie a un modello per il flusso di marea creato appositamente. Dopo aver analizzato i vari vincoli al progetto (tecnici, ambientali e di altri utilizzi marittimi), fu considerato il miglior sito per l’inizio dello sviluppo commerciale, poiché ha un ottimo accesso alla rete, la giusta profondità delle acque e, soprattutto, eccellenti maree, con una velocità delle correnti fino a 5 metri al secondo, e il parco eolico sottomarino si estende si estende per 3,5 Km2 percorsi da veloci correnti.

meygen

Energia dalle maree: parco sottomarino da record nel mare scozzese

Per la realizzazione del progetto sono state condotte rigorose valutazioni d’impatto ambientale, fino all’ottenimento di tutti i permessi per la produzione dei primi 86 MW di energia sul sito individuato. Nel corso dei lavori, il consorzio che gestisce Meygen  dovrà poi continuare a vigilare su tale delicata materia. Tutte le attività di installazione al largo saranno infatti pianificate accuratamente e sottoposte a ogni tipo di controllo, allo scopo di ridurre i rischi per il personale e l’ambiente.

pentland turbine

Il parco sottomarino da record

I fautori di quest’innovativa opera, tesa a dimostrare l’effettiva competitività commerciale di una forma di energia pulita al momento piuttosto marginale nel mercato globale, non nascondono il loro entusiasmo di fronte al via dei lavori.

Finalmente il tanto atteso arrivo della produzione di energia dalle maree su larga scala porta una nuova forma di energia rinnovabile sul mercato globale dell’energia. Forse è un primo passo verso la totale scoperta del potenziale delle maree. Le future fortune dell’energia sostenibile saranno rintracciate sui fondali marini?

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