Energia eolica: presto competitiva coi gas naturali?

di Marta il 11 febbraio 2011 · 0 commenti

Come ha confermato anche Obama nel suo discorso al Congresso sullo Stato dell’Unione, l’America si impegnerà ad aumentare gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, fra queste anche l’eolico. L’obiettivo è coprire entro il 2035 l’80% della domanda elettrica statunitense con fonti pulite a ridotto impatto ambientale. Al momento verrà data precedenza allo sviluppo degli impianti eolici offshore, costruiti lontani dai centri abitati con turbine installate in mare. I responsabili dei dipartimenti degli Interni e dell’Energia, Ken Salazar e Steven Chu, hanno annunciato 50milioni di dollari d’investimento per finanziare una rete di distribuzione dell’energia elettrica prodotta da fonti pulite.

Il programma di Obama è considerato molto ambizioso. E il ruolo dell’eolico nella produzione dell’energia, per gli Usa, è visto di sicuro interesse. L’obiettivo è rendere l’industria dell’energia eolica americana più competitiva attraverso l’installazione di 10.000 MW di potenza entro il 2020 per arrivare al 2030 a 54.000 MW prodotti dall’eolico offshore. Obama vuole in questo modo contrastare la grande potenza cinese che da sola possiede metà dei parchi eolici mondiali (Global Wind Energy Council). Attualmente sono 38 gli stati americani che hanno appoggiato progetti eolici utility-scale, e 14 di questi hanno attualmente installato oltre 1.000 MW di energia eolica.

Secondo gli ultimi dati diffusi dall’American Wind Energy Association il settore dell’industria eolica ha chiesto opportune politiche federali a lungo termine per controllare eventuali contrazioni della produzione. Nel 2010 sono stati installati 5.115 MW di energia eolica, la metà rispetto il 2009, ma il settore lascia ben sperare nel 2011 con oltre 5.600 MW di potenza elettrica in costruzione. In effetti i costi dell’eolico si sono ridotti nel corso degli ultimi due anni grazie alla firma di contratti di acquisto dell’energia che hanno fatto oscillare il prezzo fra i 5 e 6 centesimi per Kilowatt/ora. E questo ha giocato a vantaggio.
Addirittura, secondo uno studio di Bloomberg New Energy Finance, l’eolico sarebbe già competitivo col carbone e in alcune parti del mondo si sta apprestando a diventare competitivo coi gas naturali.

Da segnalare che sono soprattutto i paesi emergenti o le grandi potenze come Brasile, Cina e India ad aver investito molto denaro nell’eolico negli ultimi anni. Certo il settore a causa della crisi economica ha subito una forte contrazione nel 2010, facendo registrare per la prima volta dopo 30 anni una riduzione della potenza di energia eolica prodotta. Contrazione avvenuta anche in Europa, che è passata da 10,3 GW di nuove istallazioni nel 2009 a 9,3 GW nel 2010. Di contro si registra un’impennata del mercato offshore, secondo i dati Ewea la crescita delle istallazioni è stata del 51% mentre l’onshore è calato del 13,9% rispetto al 2009. Al momento il settore dell’eolico, grazie ai contributi dei governi, è appetibile, ma tutto dipende dalla capacità degli amministratori di fronteggiare la crisi economica nei prossimi mesi.
Ma nel lungo termine la strada sembra tracciata. Quando l’eolico sarà competitivo a livello di costi coi gas naturali è probabile una nuova corsa all’oro, o meglio al vento.

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