Pannelli solari sempre più efficienti con rese ancora più alte: per produrre energia ma anche per altro

di Cinzia Porfiri del 24 maggio 2013

Il fotovoltaico potrebbe essere a una svolta, grazie ad un sistema innovativo in grado di eguagliare la potenza di 2.000 pannelli solari. L’impianto all’avanguardia si chiama HCPVT (High Concentration Photovoltaic Thermal) ed è attualmente un prototipo allo studio dei ricercatori dell’IBM di Zurigo in collaborazione con altri istituti di ricerca.

HCPVT è costituito da un ampio disco parabolico ricoperto di specchi sfaccettati, collegati a una rete di chip raffreddati ad acqua, che convertono le radiazioni solari in energia. Ogni chip può convertire in media 200-250 watt di energia, calcolati su una giornata soleggiata di 8 ore. Il dispositivo si collega a un sistema di tracciamento, che rileva autonomamente l’angolazione migliore per catturare la maggior quantità possibile di radiazioni solari.

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La vera innovazione del prototipo svizzero è costituita da Aquasar, un potente sistema di raffreddamento. Uno dei maggiori problemi del fotovoltaico, infatti, è l’eccessivo surriscaldamento dei pannelli: grazie ad Aquasar, le celle fotovoltaiche sono collegate ad una microstruttura attraversata da liquido refrigerante che ne impedisce il surriscaldamento.

A differenza degli attuali sistemi fotovoltaici, quindi, HCPVT non dissipa l’energia termica assorbita ma la rende utilizzabile per altri scopi.

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Circa l’80% dell’energia raccolta è trasformato in elettricità; la restante parte può essere utilizzata, ad esempio, per desalinizzare l’acqua marina, rendendola potabile in luoghi dove questo sarebbe altrimenti impossibile, oppure realizzabile ma a costi elevatissimi.

HCPVT riassume tre caratteristiche che lo rendono unico: è molto efficiente, ha un costo 3 volte inferiore a quello di altri sistemi in uso e può essere costruito ovunque, anche dove scarseggino acqua potabile e aria fresca.

La commissione svizzera per la tecnologia e l’innovazione ha stanziato un finanziamento triennale di 2,3 miliardi di dollari per supportare la ricerca e permettere la realizzazione di altri 2 prototipi, che verranno costruiti sempre in Svizzera, a Biasca e a Rüschlikon.

Non c’è che da aspettare, la tecnologia nell’ambito delle rinnovabili sta facendo passi da gigante e il solare – tra le varie fonti alternative – è quello  più economico.

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