Energia solare negli ospedali del terzo mondo, per salvare vite umane!

di Alessia del 18 ottobre 2014

Possible è il nome evocativo di una startup fondata da 3 studenti della Yale University Medical School, con l’obiettivo di portare energia solare negli ospedali del terzo mondo, e poter così salvare molte vite umane. Perché in certi Paesi avere accesso all’energia elettrica non è una cosa scontata!

Questa società offre volontariamente e a titolo gratuito un servizio di assistenza sanitaria in Nepal, precisamente presso l’ospedale Bayalpata, ad Anchham, e in altre cliniche locali. Possible ha impostato la sua filosofia sull‘importazione del modello medico occidentale in una Terra dove il diritto alla salute è ancora poco tutelato. Tuttavia non è semplice operare in contesti dove spesso l’elettricità viene a mancare all’improvviso e bisogna arrangiarsi con i generatori diesel.

Questo significa dover sostenere delle spese cospicue (da quelle parti il diesel è molto costoso) e dover pianificare anche il trasporto (il più vicino aeroporto dista ben 14 ore). Per ovviare al problema molte organizzazioni hanno scelto di convertirsi al rinnovabile, installando pannelli solari.

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Nel 2011 anche Possible si è affidata a dei collaboratori esterni, Andy Luna e Jason Gray, i quali nel 2013 hanno fondato una nuova organizzazione no-profit, la SunFarmer, che fornisce le installazioni dei pannelli solari alle strutture mediche dei Paesi poveri, garantendo anche quella manutenzione necessaria che spesso viene a mancare, causando il lento deterioramento dei pannelli e quindi la loro inutilizzabilità nel tempo.

Forse a non tutti viene in mente che un ospedale senza energia elettrica non può assicurare strumenti sterilizzati, non può conservare vaccini nelle celle frigorifere, non può consentire il funzionamento di attrezzature mediche. Per questo SunFarmer ha impostato un programma di investimento che riesce ad ovviare a questi problemi: l’organizzazione copre fino all’80% delle spese grazie alle donazioni, in seguito le strutture sanitarie si impegnano a saldare il prestito nell’arco di 8 anni. L’organizzazione assicura inoltre tutte le operazioni di monitoraggio e di manutenzione. I soldi ricavati vengono poi reinvestiti su altri ospedali bisognosi.

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Grazie a SunFarmer oggi l’ospedale di Bayalpata può contare su un impianto solare a 12 kilowatt e una batteria di backup. Dei giovani studenti sono riusciti a mettere in piedi un buon gruppo di lavoro, chissà se altri enti riusciranno a emulare questa partnership portando energia pulita negli ospedali del resto del Mondo.

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