Erbe commestibili: cosa raccogliere in primavera

di Erika Facciolla del 26 maggio 2014

Erbe commestibili: tutti i suggerimenti su quali erbe possano essere raccolte in primavera

Passeggiare per campi e sentieri fioriti, specie durante la stagione primaverile, può rivelarsi un passatempo sano, rilassante e soprattutto gustoso. Già, perché in questa stagione sono tante le erbe commestibili in cui è possibile imbattersi nelle radure, nei boschetti, lungo i canali, accanto ai corsi d’acqua e nei prati. E tra queste erbe commestibili: cosa raccogliere in primavera?

Basta riconoscere e selezionare con cura le erbe commestibili e sperimentarne i mille utilizzi in cucina; dall’antipasto al dolce, infatti, la raccolta vi darà l’opportunità di preparare un menù vegetariano completo, ricco di colori, sapori e profumi di primavera?

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Le erbe commestibili che potremmo raccogliere proprio in questa stagione sono diverse, tutte buonissime, ricche di sostanze benefiche e versatili in cucina. Eccone alcune tra le più diffuse e semplici da individuare anche grazie alle nostre foto.

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  • La melissa (Melissa Officinalis): pianta spontanea perenne di cui sono ghiotte le api e conosciuta si dall’antichità per le sue proprietà calmanti e benefiche sull’umore. Cresce nei pascoli e nei prati, predilige i terreni piuttosto umidi ma spesso la si può scorgere anche lungo le siepi o sui ruderi. Della melissa, in cucina, si si utilizzano prevalentemente le foglie (fresche o secche) che conferiscono ai piatti un sentore di formaggio davvero invitante. Ottima per preparare insalate, frittate, per arricchire macedonie e nelle preparazioni salate a base di funghi.
Erbe commestibili

Erbe commestibili: la melissa

  • La robinia (Robina Pseudoacacia): è un arbusto amante dell’umidità che si sviluppa molto velocemente fino a diventare quasi infestante. Il suo nome è ispirato a quello del botanico Jean Robin che per primo piantò la robinia nel ‘Giardino dei Semplici’ di Parigi dopo averla importata dall’America Settentrionale. La robinia fiorisce in primavera regalando grappoli di splendidi fiori bianchissimi e profumati su cui si posano con le api che producono un delizioso miele d’acacia. Proprio i fiori sono ottimi consumati freschi nelle insalate, pastellati e fritti o nelle frittate. Attenzione alle altre parti della pianta: semi, corteccia e radici sono tossici!
Erbe commestibili

Erbe commestibili: la robinia

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  • Il rovo (Rubus Ulmifollius): i germogli e i frutti di questa pianta spontanea perenne sono prelibatissimi e dolcissimi. I primi si raccolgono in maggio e sono ottimi crudi in insalata, mentre le more raggiungono la piena maturazione tra agosto e settembre. Il rovo cresce spontaneamente nei terreni incolti e nei boschi ma è facile trovarlo anche lungo i sentieri di campagna.
  • Il sambuco (Sambucus Nigra): tra aprile e giugno il sambuco ci regala delle bellissime fioriture che danno vita, un po’ più tardi, a delle bacche succose e dolci che raggiungono la piena maturazione in estate. Il sambuco cresce prevalentemente nei luoghi freschi, vicino ai torrenti o ai fiumi, ma è facile scorgerlo anche nei prati e sui cigli delle strade. Come pianta officinale, è conosciuto soprattutto per le sue proprietà diuretiche, ma è adatto anche per essere incorporato in svariate preparazioni gastronomiche: con la fioritura di maggio, infatti, è possibile preparare il succo di fiori sambuco, una bevanda zuccherina e aromatica davvero indicata per i primi caldi o per accompagnare dessert e frutta fresca. Voglia di frittelle? Ecco una gustosissima ricetta a base di sambuco…
Erbe commestibili: sambuco

Erbe commestibili: il sambuco

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  • Lo spinacio selvatico (Chenopodium album): prima che fiorisca, lo spinacio selvatico può essere raccolto durante tutto il periodo primaverile per utilizzarne i germogli più teneri. Lo si trova più facilmente vicino ai pascoli e in generale nei terreni e nei prati che abbondano di sostanze nutritive. La caratteristica forma a ‘zampa di oca’ (da cui deriva il suo nome) rende lo spinacio selvatico facilmente riconoscibile. Gustoso, saporito e ricco di sostanze benefiche, può essere consumato fresco a crudo, soffritto in padella o lessato.
  • L’ortica (Urtica Dioica): protagonista assoluta della cucina naturale basata sull’uso delle erbe selvatiche commestibili, l’ortica si presta a mille piatti e ricette ed il periodo migliore per raccoglierla è proprio quello primaverile. Se ne può utilizzare praticamente ogni parte, ma in cucina è preferibile servirsi delle cime più fresche e tenere. Essendo un’infestante, la si trova praticamente ovunque, specie nei terreni incolti e umidi e lungo i sentieri. Dai risotti, alle zuppe, fino ad arrivare agli sformati, l’ortica vi stupirà per il suo sapore ricco e aromatico. Unica raccomandazione per la raccolta: munirsi di guanti e secchiello per evitare spiacevoli incidenti…

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  • L’erba alliaria (Alliaria Officinalis): predilige i terreni boschivi e, come si intuisce dal nome, il suo aroma e sapore ricordano vagamente quello dell’aglio. L’erba alliaria è una pianta spontanea perenne che si raccoglie prevalentemente da maggio in avanti, estremamente digeribile, delicata e utilizzabile in mille modi diversi. In cucina, infatti, l’alliaria è utilizzabile in tutte le sue parti: i fiori bianchi si possono gustare a crudo nelle insalate; i semi per aromatizzare zuppe e minestre visto che il loro profumo ricorda quello speziato della senape; le foglie arricchiscono i sandwich e gli infusi, succhi, pesti a crudo, zuppe, minestre o per insaporire torte salate e piadine.
Alliaria petiolata

Erbe commestibili: l’alliaria

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