Escherichia coli: cos’è e come prevenire le infezioni

di Valerio Guiggi del 25 ottobre 2016

Escherichia coli è uno dei batteri più diffusi del mondo. Vive nel nostro intestino e non da alcun problema, se non quando ingeriamo dei ceppi più cattivi rispetto a quelli normali.

Chiunque ricordi qualche base di biologia dalla scuola media avrà sicuramente sentito parlare di Escherichia coli (o E. coli), uno dei batteri che vivono nel nostro intestino. E’ molto famoso perché ampiamente presente nel nostro corpo, e in condizioni normali non è patogeno, anzi ci da una mano nella digestione di sostanze che non potremmo altrimenti assorbire. E’ considerato un batterio commensale, ovvero che non apporta particolari danni, ma nemmeno benefici, nel nostro corpo.

Insomma, è un batterio che sta lì senza dare troppi problemi, almeno nella forma normale. Sta lì e, ovviamente, si riproduce, così che noi, ognuno di noi come tantissimi altri animali a sangue caldo, abbiamo l’intestino pieno di questo batterio e quindi lo ritroviamo normalmente nelle feci.

Proprio questo fattore fa sì che il numero di E. coli venga utilizzato per valutare la contaminazione da feci degli alimenti ma, più in particolare, dell’acqua. A cose normali, infatti, nell’acqua non dovrebbe esserci questo batterio intestinale. Se ce lo troviamo significa che l’acqua è venuta in contatto con le feci dell’uomo o degli animali, per cui… dai, traete le vostre conclusioni su che cosa state bevendo o in che cosa state facendo il bagno, se l’acqua era quella del mare o della piscina…

Escherichia coli: come si trasmette

In realtà è impossibile evitare del tutto la trasmissione di questo batterio, che entra nell’intestino dei bambini (ed è una cosa normale) quando iniziano ad assumere il cibo solido. Un po’ di feci, magari di uccelli, cadono sempre sulle verdure, e anche se si lavano qualche batterio ci rimane, arrivando nell’intestino. Poi lì si trova bene e si riproduce, rimanendo così all’interno del colon per tutta la nostra vita, perché continuamente, in piccole quantità, lo ingeriamo.

Il problema di questo batterio è legato alla sua ingestione in grandi quantità, piuttosto che se viene ingerito come ceppo particolarmente virulento. Nel primo caso il problema non è lui in sé, ma il fatto che stiamo mangiando qualcosa di molto sporco. Nella sporcizia oltre ad Escherichia coli possono essere presenti degli altri batteri dannosi, tipo la Salmonella.

Nell’altro caso, che poi è il più grave, il problema invece è il ceppo di Escherichia coli in sé. Infatti in questo caso abbiamo una situazione molto pericolosa per la salute, perché non tutti gli Escherichia coli sono uguali. Alcuni sono molto più dannosi di altri perché producono delle tossine pericolose per l’organismo. Il fatto è che quando si valutano gli E. coli non possiamo sapere, a cose normali, se sono quelli buoni o quelli cattivi.

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E’ per questo che nell’acqua e negli alimenti (perché per preparare qualsiasi tipo di alimento, anche solo per lavare gli ingredienti, ci vuole l’acqua) devono essercene il meno possibile, limitando così le possibilità che ci siano dei batteri dannosi.

I ceppi virulenti di Escherichia coli

I ceppi virulenti di questo batterio sono in grado di produrre una endotossina, ovvero una tossina che si trova all’interno del batterio (non è prodotta attivamente come fa il tetano, insomma) e che viene liberata quando il batterio muore, andando così ad infettare l’organismo.

Tra le manifestazioni che i ceppi pericolosi di Escherichia coli possono dare troviamo:

  • L’infezione del tratto urinario, in cui le tossine arrivano in vescica provocando fortissime cistiti;
  • La diarrea profusa, se le tossine agiscono nell’intestino;
  • La gastroenterite, a causa di altre tossine che agiscono sempre nell’intestino;
  • L’emorragia intestinale, con azione sempre nell’intestino ma nella quale si produce anche sangue;

Da notare che queste situazioni non sono mai causate dallo stesso ceppo, ma sono sempre causate da ceppi diversi ognuno dei quali ha un’azione ben precisa. In tutti questi casi e in particolare se ne sono colpiti i bambini, bisogna andare subito in ospedale.

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Come prevenire le infezioni

La prevenzione delle infezioni passa, come si può immaginare, da un attento consumo dell’acqua e degli alimenti. L’acqua da questo punto di vista è controllata ogni giorno, sia quella delle bottiglie che quella dei rubinetti di casa, perché alcune epidemie come quella di Colera, in passato, possono essere pericolose e sono legate all’acqua. La nostra sanità controlla ogni giorno anche la presenza degli E. coli nell’acqua dell’acquedotto.

Dal punto di vista personale, i problemi maggiori sono gli alimenti vegetali ed in particolare i germogli (che essendo concimati con il concime naturale, la cacca, sono i vegetali più a rischio) che devono essere sempre lavati prima di essere consumati crudi, meglio se utilizzando qualche disinfettante come bicarbonato o amuchina. Le infezioni di E. coli da alimenti di origine animale sono invece rare, e derivano di solito dal latte crudo e non pastorizzato.

L’altra cosa a cui fare attenzione è l’acqua, in particolare quella che sgorga in paesi in cui il controllo non c’è (i paesi sottosviluppati) o nelle fontanelle in cui l’acqua non è potabile, che non significa che non sia buona, ma solo che non è controllata. 

Con questa acqua non solo non dobbiamo bere, ma non dobbiamo nemmeno lavarci le mani: laviamole qui, magari prendendo una bella dose di E. coli dannoso e poi mangiamo un bel panino, e immaginiamo che cosa potrebbe succedere.

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