Estrazioni gas sospese in Spagna per timore terremoti

di Luca Scialò del 22 ottobre 2013

Terremoti e trivellazioni. Una correlazione che i geologi non si sentono ancora di affermare per certezza ma che preoccupa sempre più le popolazioni locali e sovente spinge le società dedite all’estrazione a sospendere i lavori. Dopo i dubbi in Emilia in occasione del terremoto dello scorso anno e dopo quanto avvenuto lo scorso luglio a Groningen, in Olanda, dove è stata avvertita una scossa di 3 gradi della scala Richter, che ha allarmato la popolazione con la compagnia petrolifera NAM che ha ammesso le proprie colpe, un nuovo caso simile si sta consumando a Valencia, dove una piattaforma di pompaggio di gas naturale da un deposito sotterraneo sta facendo tremare la terra e anche i suoi abitanti.

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Nella zona, solitamente non sismica, si registrano diversi micro-terremoti, tanto che il ministro dell’Industria iberico, José Manuel Soria, ha fermate l’attività della stazione di pompaggio, in attesa di conoscere i risultati di studi geologici che dovranno accertare se la Castor, l’azienda petrolifera incaricata di pompare gas da un bacino sotterraneo, ne sia la causa. La polizia ha dovuto fare un sopralluogo con gli elicotteri per verificare se la piattaforma è davvero ferma.

L’impianto incriminato è un deposito sotterraneo di gas naturale, che sfrutta un antico pozzo petrolifero a 1.750 metri di profondità sotto il livello del mare. Il gas raccolto dalla rete nazionale di gasdotti, attraverso un condotto, arriva fino all’impianto marino, dove viene pompato giù al serbatoio. Il deposito contiene 1.300 metri cubi di gas, ma continuava ad essere riempito per effettuare dei test.

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Secondo i geologi l’operazione di iniezione di gas che la compagnia stava eseguendo nel deposito sottomarino avrebbe riattivato la faglia di Amposta. Le scosse, fino a 4,2 di magnitudo, sono comparse in una zona solitamente non sismica, la regione valenciana appunto.

Secondo alcuni geologi questo sciame sismico potrebbe essere il segnale che si stiano scatenando dei terremoti sempre più forti.

Un’altra minaccia arriva dalle frane sottomarine, che potrebbero essere innescate dai continui movimenti del pompaggio e potrebbero causare dei veri e propri tsunami sulla costa. I cittadini, esasperati, hanno cominciato a protestare, per strada ma anche tramite petizioni.

Nella regione valenciana si trova anche la centrale nucleare di Vandellòs. E ciò rende gli animi ancora più inquieti.

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