Fiat pensa al metano per le sue auto

di Claudio Riccardi del 5 febbraio 2013

Il metano ti dà una mano. Così recitava una celebre reclame televisiva, negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso. Oggi, nel secondo decennio del terzo millennio, il metano dà una considerevole mano all’asfittico mercato dell’auto, alle prese con una preoccupante stagnazione. In Italia, nel 2012, le immatricolazioni sono calate del 20%, innescando una pericolosa spirale anche per il circuito dell’indotto.

La nave imbarca pericolosamente acqua, ma non sprofonda, grazie alle vetture a metano, che con un impennata del 40% riescono a tappare diverse falle.

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Una tendenza soprattutto nazionale, ma in generale europea, attestata da un +26% che fa ben sperare i costruttori. Il gruppo Fiat-Chrysler, in primis, che più di ogni altro sta investendo su questa fonte di alimentazione, ecologica, economica e accessibile a costi ragionevoli per i clienti.

Il metano offre in più una tecnologia già collaudata, che non necessita di costosi sviluppi in sede di progettazione. Di qui i grandi  successi di vendita raccolti dalla casa del Lingotto, che può contare su una gamma di 4 modelli (500, Punto, Panda con la Panda Natural Power, Ypsilon), adatti per soddisfare soprattutto le esigenze di mobilità urbana e su brevi-medi tragitti.

L’amministratore delegato Sergio Marchionne sembra averci visto lungo. Sostenitore dichiarato del metano, molto freddo di fronte alle evoluzioni dell’auto elettrica, ritenuta a suo avviso troppo costosa per chi produce e per chi compra. E con risultati su strada, del resto, ancora limitati.

E’ vero anche, a parziale contraddizione del suo pensiero, che nel secondo semestre del 2013 Fiat lancerà sul mercato statunitense la 500e, versione a corrente continua della city car che tanto sta accogliendo il favore della clientela a stelle e strisce. Una scelta in realtà necessaria, per strizzare l’occhio alle green politics di Obama, e per migliorare dall’altra parte le performance del brand 500. Marchionne tuttavia sa che per ogni esemplare dell’utilitaria “a elettroni”, il gruppo FC perde 10 mila dollari.

Molto meglio il metano, che in questo momento sembra davvero dare una mano. A chi vende, e a chi acquista.

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