Fibra ricavata dalle alghe per isolare la casa

di Luca Scialò del 8 settembre 2013

Sapevate che la posidonia, di cui le spiagge mediterranee sono ricche, può essere trasformata in un materiale da costruzione?

Ebbene, sì: il Fraunhofer institute for chemical technology (Ict) di Pfinztal, in collaborazione con i suoi partner induistriali  NeptuTherm e.K., X-Floc Dämmtechnik-Maschinen, Fiber Engineering e RMC, ha sviluppato nuovi metodi per trasformare le palline di posidonia in un materiale isolante che funziona: «L’obiettivo dei partner del progetto – sottolineano i ricercatori –  è quello di produrre un materiale isolante idoneo per imbottire o essere soffiato senza difficoltà dentro lo spazio necessario».

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Come avviene la trasformazione? Una volta eliminata tutta la sabbia dalle palline, un nastro trasportatore le immette nei macchinari da taglio dai quali escono fibre integre lunghe da 1,5 a 2 centimetri che vengono fatte cadere in sacchi di plastica.

L’analisi effettuata ha confermato che le fibre di posidonia sono un ottimo isolante dal calore, sono particolarmente adatte a chi soffre di allergie e, infine, un altro vantaggio delle palline di posidonia è che rispettano l’ambiente.

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Il materiale isolante di posidonia prende il nome dalla NeptuTherm eK che lo sta già commercializzando e distribuendo con successo, visto che l’installazione presenta poche difficoltà e non occorrono particolari conoscenze tecniche. Inoltre, le fibre di posidonia hanno già dimostrato il loro valore in una serie di progetti di ristrutturazione e nuova costruzione di edifici.

Ora si punta a realizzare anche pannelli isolanti in posidonia per offrire un sistema completo di isolanti per tetti isolanti, facciate esterne, pareti interne, soffitti e seminterrati. Dalle prime sperimentazioni, pare che anche questo utilizzo sia possibile.

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