Un film sulle api tutto italiano premiato a Cannes

di Luca Scialò del 29 giugno 2014

Nelle sale italiane è in proiezione ‘Le meraviglie’, un piccolo film sulle api tutto italiano, scritto e diretto da Alice Rohrwacher, e interpretato dalla più nota sorella, Alba Rohrwacher.

Girato in Toscana nelle campagne della provincia di Grosseto (tra i paesi di  Sorano, Sovana, San Quirico e la località senese di Bagni San Filippo), questa pellicola ambientata a metà anni ’90 narra la storia di Alice e Wolfgang, una coppia che gestisce un’azienda che produce miele. I due vivono volutamente in un casale coi minimi comfort moderni, quasi ai margini della società contemporanea, assieme alle quattro figlie e la sorella di lui. A dare loro una mano è soprattutto la primogenita, Gelsomina, che come tutte le adolescenti, vive appieno il fascino della natura ma ha anche tanti sogni di evadere da quel mondo.

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A loro si aggiunge un ragazzino tedesco disadattato, che dovrà svolgere presso la loro azienda dei lavori sociali sostitutivi del carcere minorile. Una scelta presa dal padre senza però consultare il resto della famiglia. Non a caso, la moglie Alice è in disaccordo, preoccupata soprattutto per le figlie.

Come non bastasse, all’insaputa del padre, contrario, Gelsomina iscrive l’azienda a un programma televisivo. La famiglia così si scopre facilmente violabile dalle pressioni del mondo esterno.

A tre anni di distanza da Corpo celeste, Alice Rohrwacher ripropone così una nuova storia sull’adolescenza, questa volta però sostituendo il misticismo religioso con quello televisivo. La giovane protagonista Gelsomina, infatti, sogna di vincere un premio di un programma televisivo, che salverebbe l’azienda dei genitori in profonda crisi. Le sue avventure si svolgono immerse nella natura, ma anche tra le fatiche di un lavoro tanto appassionante quanto faticoso qual è l’apicoltura e la produzione di miele. A darle il volto la giovanissima Maria Alexandra Lungu, all’esordio cinematografico. Il suo sogno televisivo rievoca quello del protagonista ingenuo visto in Reality, di Matteo Garrone.

Sebbene il film viaggi sulla falsariga della semplicità e dell’ingenuità, ha sullo sfondo un certo pessimismo e una certa cupezza. Tinte scure ben incarnate nella figura del padre, certo che il mondo stia per finire, affannato com’è dal proteggere la sua famiglia dalla decadenza della società chiudendola morbosamente a riccio nella propria attività.

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Il finale amaro ma al contempo speranzoso, è la giusta sintesi di tutta la storia, che ci ricorda come il mestiere umile dell’apicoltore sia pieno di sacrifici e lontano dalla velocità e dallo stress del mondo contemporaneo.

Inoltre, si intravede qua e là una forzata sofisticatezza registica, talvolta stonante e superflua. E, di contro, anche qualche ingenuità narrativa. Ma che comunque è servita a vincere Le Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes. La giovane attrice protagonista, Maria Alexandra Lungu, che interpreta Gelsomina, ha vinto il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri d’argento.

Ma al di là degli aspetti prettamente registici, va sottolineato l’aspetto “green” del film. Innanzitutto, è possibile apprezzare i sacrifici e gli sforzi di chi svolge un lavoro molto complicato qual è l’apicoltura, e la successiva produzione di miele. Una professione che non riceve i rientri economici che meriterebbe e che deve fare anche i conti con fattori ambientali di rischio, quali ad esempio gli insetticidi. Infatti nel film i protagonisti dovranno anche scontrarsi con l’uso di sostanze chimiche che hanno ucciso numerose loro api.

Interessante anche la visione di un mondo magico, quello delle api, a rischio estinzione, con conseguenze drammatiche. Questi insetti infatti sono molto vulnerabili e sensibili all’inquinamento, tanto che è stato calcolato che entro 2-3 anni potrebbero essere estinte.

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Ma è evidente anche la difficile contestualizzazione di questa attività nella società contemporanea e come le nuove generazioni facciano sempre più fatica ad esserne affascinate (l’adolescente Gelsomina sogna di evadere da quella vita). Sebbene il film sia ambientato presumibilmente a metà anni ’90, quando a farla da padrona era la Tv e i suoi sogni artificiali (non a caso la canzone della colonna sonora è “T’appartengo”, cantata nel 1994 da Ambra Angiolini, all’epoca molto in voga tra le teenager assieme alle altre ragazze del programma “Non è la Rai”). Oggi invece molti giovani stanno riscoprendo le attività agricole, anche causa la crisi.

Tra i vari interpreti, Sam Louwyck (nel ruolo di Wolfgang), Sabine Timoteo (Alice), Maria Alexandra Lungu (la giovane protagonista, Gelsomina), Agnese Graziani (sorella di Alice) e Monica Bellucci (presentatrice di un programma Tv).

Dunque è un film attuale, da vedere.

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