Finalmente le gomme hanno una loro legge per il riciclo

di Erika Facciolla del 1 luglio 2013

Bando a pneumatici e gomme fuori uso disperse nell’ambiente. Finalmente è operativo un decreto ministeriale che punta ad ottimizzare l’intera filiera, regolamentando il recupero e il riciclo di questi micidiali killer dell’ambiente. Sulla promulgazione del decreto n.82, avvenuta a metà del 2011, sono tuttora in corso delle consultazioni che renderanno ancora più efficace il provvedimento, anche se con molto ritardo rispetto agli altri paesi europei.

Un ritardo che comunque consentirà al legislatore italiano di applicare in maniera più efficiente la normativa, superando le criticità evidenziate dagli altri provvedimenti in materia.

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Il modello di riferimento adottato è quello dell’affidamento della responsabilità al produttore di quanto immesso sul mercato (‘chi inquina paga’) e la costituzione di un vero e proprio sistema di recupero dei pneumatici fuori uso.

Grazie al decreto, molti degli scempi ambientali sono stati già sanati e anche se nel primo anno di attuazione la quota di recupero non ha toccato cifre notevoli è comunque salita all’80% nel 2012 e al 100% nel 2013.

Consorzi e operatori del settore, infatti, sono stati ufficialmente investiti della responsabilità di riciclare i pneumatici e destinare parte dei loro proventi al recupero delle cosiddette ‘giacenze storiche’.

Tutto questo sta favorendo anche l’adozione di comportamenti più virtuosi e rispettosi per l’ambiente rispetto a quanto avveniva in passato, anche se il vero scoglio da superare resta quello del ‘mercato nero’, una piaga che il governo intende sanare attraverso il rafforzamento dei controlli e l’inasprimento delle sanzioni per i trasgressori. Parallelamente, si tenterà di dare impulso alla concorrenza sul mercato, ampliando il numero di attori coinvolti e diversificando le fonti di approvvigionamento delle materie prime.

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Lillian R. Shaffer luglio 2, 2013 alle 1:04 am

La mafia ha creato una vera lobby sui pneumatici riutilizzandone ben 100 mila – in pratica 1 gomma su 4 è gestita dalla criminalità – in diversi settori: il pfu, pneumatici fuori uso, vengono rivenduti come combustibili – ovviamente di un enorme tossicità – cementifici, oppure vengono usati per realizzare le fondazioni stradali e ferroviarie oppure come bacini di ritenzione per le acque piovane.

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