Finalmente un referendum contro la caccia in Piemonte

di Vincenzo Minervini il 21 gennaio 2012 · 3 commenti

Aggiornamento: Referendum contro la caccia in Piemonte: si vota il 3 giugno

La caccia da molti è definita come sport. Ma che divertimento e che morale ci può essere uccidere degli animali indifesi? Che l’attività venatoria sia da abolire, perché inaccettabile per gli animali e dannosa per l’ambiente (oltre che pericolosa anche per l’uomo), ormai lo hanno capito in molti.

Per questo le raccolte di firme per attuare un referendum abrogativo delle lacunose leggi italiane sull’argomento, sono sempre più frequenti e popolari.

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A questo proposito, in Piemonte, oggi si è ottenuta una piccola vittoria. Nel periodo compreso tra il 15 aprile ed il 15 giugno 2012, finalmente i cittadini piemontesi saranno chiamati alle urne per scegliere se sottoporre o meno l’attività venatoria, nella propria regione, a norme più restrittive. Questo referendum giunge dopo quasi 25 anni di lotte e diatribe legali tra i vari comitati pro-abolizione e la Regione Piemonte.

La parola fine è stata posta dalla stessa Regione che ha assicurato, nell’udienza del 23 novembre 2011 davanti al TAR, che rispetterà la sentenza della Corte d’Appello del 29 dicembre 2010, che di fatto sblocca l’impasse creato in seguito alla raccolta di firme del 1987.

Infatti, le 60.000 firme furono raccolte quell’anno per l’abrogazione di alcuni articoli contenuti nella Legge Regionale 60/79 in materia di caccia, una legge fatta passare di soppiatto, senza tenere conto delle richieste che all’epoca avanzarono i cittadini ed associazioni ambientaliste.

La nuova regolamentazione dovrebbe portare al divieto di caccia assoluto per le giornate domenicali e sui terreni innevati, oltre che all’ampliamento della lista degli animali protetti per più di 20 specie.

Adesso la palla passa in mano ai comitati promotori, che dovranno mobilitarsi efficacemente e nel miglior modo possibile per non farsi sfuggire l’occasione tanto attesa, che ridarà ai piemontesi la voce in capitolo che mancava.

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la camera mario gennaio 21, 2012 alle 6:09 pm

egregi signori vado a caccia da pochi anni e questo sports,perchè benchè se ne dica è uno sport.mi ha appassionato per lo stretto contatto con la natura e per l’istinto naturale che hanno gli ausiliari nel cercare e fermare le prede.la maggior parte delle giornate di caccia non faccio neanche un colpo per la poca selvaggina che c’è a causa dei predatori in stragrande numero,volpi ,poiane,corvi ecc.e pesticidi, che malgrado le varie leggi, continuano a spargere sui terreni.le leggi che vigono in italia sono state fatte per tutte le regioni della nazione e trovo anticostituzionale un referendum regionale contro la caccia gia penalizzata in piemonte rispetto alle altre regioni.fate un referendum nazionale altrimenti che si divida l’italia come hanno proposto i verdi della lega .per la cronaca la selvaggina la paghiamo e quindi è d’allevamento proprio come il bestiame che macellano brutalmente tutti i giorni per il fabbisogno di lor signori amanti della bistecca,dell’arrosto,del bollito e cosi via.spero di non aver turbato ulteriormente la vostra sensibilità e con l’occasione porgo distinti saluti.

Mauro LUGANO gennaio 21, 2012 alle 7:36 pm

Sono d’accordo sul fatto che si possa fare un referendum frutto della volontà popolare. Al momento attuale purtroppo, la regione Piemonte non può permettersi di spendere i 35 milioni (TRENTACINQUEMILIONI) di euro necessari.
Esitono due soluzioni: farlo pagare al comitato promotore oppure attingere dalle tasche del contribuente.
Si potrebbe, per esempio, aumentare la benzina o i generi di prima necessità.
Distinti saluti

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