Foie Gras: una delizia immorale

di Elle il 5 dicembre 2011 · 4 commenti

Sapere cosa si nasconde dietro quello che mangiamo è un buon modo per fare delle scelte oculate anche nel campo alimentare.
Chi di voi gusta o ha gustato il foie gras, ad esempio, potrebbe ignorare il processo produttivo alla base del cosiddetto ‘fegato grasso’.

Quella che molti considerano una prelibatezza altro non è che l’esito di una malattia, la “steatosi epatica” indotta in oche o anatre attraverso la pratica del gavage: utilizzando un tubo metallico di lunghezza pari a 20-30 cm circa inserito direttamente in gola, questi animali subiscono più volte al giorno sessioni di alimentazione forzata di mais per favorire il rapido ingrossamento del fegato.

Si può facilmente immaginare come le condizioni di vita di questi animali e le pratiche a cui sono sottoposti inducano molti esemplari ad una morte precoce a causa dei reiterati tentativi di nutrizione per ingozzamento.

Prima di arrivare al decesso, quindi, si interviene per tempo macellando l’animale a cui viene estratto il ‘foie gras’ tanto ricercato.

Finalmente si inizia a percepire qualche segnale di cambiamento, come l’entrata in vigore in California di un provvedimento che, a partire dal luglio 2012, propone di vietare la vendita e commercializzazione di un prodotto che ha tutte le caratteristiche per essere definito immorale.

Più che le parole, le immagini relative alla pratica del gavage possono mostrare in tutta la sua crudeltà quello a cui ci stiamo riferendo.

 

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Marisa dicembre 6, 2011 alle 6:53 pm

Bene, sono molto contenta che se ne parli, FINALMENTE!!!! E’ una pratica crudele, così come è crudele cibarsi di carne…evolviamoci e diventiamo green a tutti gli effetti!

Marisa dicembre 6, 2011 alle 6:55 pm

Finalmente se ne parla!!! E’ una pratica crudele, così come è crudele e insostenibile mangiare carne (insostenibile per il pianeta e crudele per gli animali) EVOLVIAMOCI E DIVENTIAMO GREEN A TUTTI GLI EFFETTI!!

Giulia Vitiello dicembre 13, 2011 alle 4:03 pm

Bisognerebbe dare maggior risalto a questo tipo di “notizie”… e far sapere a TUTTI quanto è terribile questa “pratica” (io la conoscevo già da anni ed è da quando ne sono venuta a conoscenza che NON COMPRO PIU’ questo tipo di “scatolette” che, CONFESSO: una volta trovavo irresistibili GRAZIE alla MIA IGNORANZA!).
Sto cercando di ridurre sempre di più anche il consumo di carni…, privilegiando tutti gli altri alimenti ma il percorso è ancora lungo… ma la meta però è senz’altro più vicina di quanto possa pensare io stessa!
Spero tanto in un futuro meno crudele…
Buon Natale a Tutti!

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