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Discussione: la raccolta differenziata è la VERA soluzione per smaltire i rifiuti ?

  1. #1
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    la raccolta differenziata è la VERA soluzione per smaltire i rifiuti ?

    Eco Sostenibilmente ci scrive nella nostra Fan Page di Facebook

    " Avete mai pensato se la raccolta differenziata sia la VERA soluzione per smaltire i rifiuti ?
    Vi siete mai chiesti a cosa serve la differenziata ed a chi soprattutto serve ?
    Siete convinti che non ci siano altre soluzioni ?
    Vi siete mai chiesti perchè NON vengono attuate altre soluzioni che pure esistono ?"

    aspettiamo vostri commenti e una risposta anche da Eco Sostenibilmente ovviamente, che ci ha lasciati in sospeso nel suo pensiero.... ;-)

  2. #2
    Super Moderator L'avatar di Manlio
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    la vera soluzione sarebbe ridurre al massimo la produzione di rifiuti a cominciare dagli imballaggi degli alimenti: per 100 gr di biscotti ci sono almeno altrettanti grammi di carta, plastica, etichette etc...

    Uno spreco incredibile..

    Comunque senza differenziata con l'attuale ritmo di consumi non andiamo da nessuna parte, quale può essere l'alternativa Eco Sostenibilmente ?
    Io sarei già contentissimo se la gente ed i comuni si attrezzassero per fare la differenziata e per davvero....

  3. #3
    Member L'avatar di Antanico
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    piccolo spunto mio. La differenziata non può essere la soluzione al problema, ma solo l'anello di una catena.
    Vi posto il link di una intervista interessante ad un massimo esperto in materia il professor Paul Connett:
    http://www.gestionecorrettarifiuti.i...t_RadioPop.pdf

    La soluzione non è riciclare al 100% (semplicemente non si può), ma la soluzione Rifiuti Zero, che richiede anche un intervento a monte nella catena produttiva.
    In pillole:
    "Quello che ho in mente è l'obiettivo finale; credo che la cosa più
    semplice sia distinguere la teoria del riciclaggio al 100% e la teoria Rifiuti Zero.
    Da molto tempo diverse comunità cercano di portare al massimo il riciclaggio e il
    compostaggio dei rifiuti. Per molto tempo noi abbiamo pensato che questo fosse
    l'obiettivo numero uno, ma il problema di questo sistema è che nella nostra
    società ci sono cose che non possono essere riciclate, cose che non possono essere
    compostate e quindi no possono essere riutilizzate. Finché sarà così non ci sarà
    mai possibile un riciclaggio al 100% e allora che cosa dice la strategia Rifiuti
    Zero? Dice che i cittadini non possono farcela da soli, si devono necessariamente
    combinare due livelli di responsabilità: quella della comunità nella fase finale del
    processo e la responsabilità industriale che invece avviene all'inizio del processo.
    Insomma all'industria dobbiamo dire: “Se non possiamo riutilizzarli, se no
    possiamo riciclarli voi quei prodotti non li dovete più fare”. Il messaggio è:
    “abbiamo bisogno di un disegno industriale migliore per il 21 secolo” perché entro
    la fine di questo secolo dovremmo imparare a vivere in modo sostenibile.
    I rifiuti coinvolgono chiunque, chiunque produce rifiuti ogni giorno, siamo tutti
    parte del problema. Ma se seguiamo l'approccio rifiuti zero possiamo diventare
    tutti parte della soluzione. E allora abbiamo bisogno di una comunità responsabile
    che separi i rifiuti riciclabili, la frazione umida, che raccolga i sacchi porta a
    porta, abbiamo bisogno di un'industria responsabile che metta a punto prodotti,
    confezioni e imballaggi migliori e abbiamo bisogno di una buona leadership, fatta
    di politici lungimiranti.
    Purtroppo il vero nemico di questo approccio sostenibile è l'approccio
    completamente insostenibile dell'incenerimento.
    "

  4. #4
    Junior Member
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    Premesso che le risposte fin qui avute sono entrambe corrette, è il caso però di capire perchè si è arrivati al concetto di raccolta differenziata, con ciò cercando di rispondere alla prima e seconda domanda posta.
    Premesso che nel sistema attuale ogni e qualsiasi scelta di campo è dettata dal solo interesse per il profitto più alto possibile e non certamente per il bene e interesse della comunità.
    Bene, nel mondo ed anche in Italia già negli anni 50-60 c'erano inceneritori, pochi è vero, ma c'erano.
    C'erano anche le discariche e ci sono ancora, ma nessuno pensava che il peso dei rifiuti procapite aumentasse così velocemente, passando dai circa 800 (dati CNR del 1980) grammi al giorno procapite agli attuali circa 1500 grammi al giorno procapite. Quindi come al solito si riteneva il problema abbastanza lontano.
    Un bel giorno ci si rende conto che il problema sta scoppiando, cosa fare ? Quale soluzione adottare ?
    Qui entrano le lobby, propongono subito di moltiplicare gli inceneritori, perchè ?
    Perchè gli inceneritori sono opere tecnologiche grandi e complesse e richiedono grossi capitali di investimento. Chi ha queste possibilità ? Chi può affrontare queste spese ?
    Le lobby interessate ovviamente esaltano tutti i lati positivi degli inceneritori, le meraviglie e l'utilità di questi impianti e soprattutto il costo......si il costo, perchè su questo è calcolato il margine di......benevolenza !
    In breve si decide per gli inceneritori e, siccome il problema era risolto, si attuano politiche di blocco a qualsiasi alternativa possibile tipo: La spazzatura NON è più proprietà del cittadino e ne del Comune di residenza, ma della Regione, con i famosi consorzi obbligatori, così che la Regione da sola poteva decidere cosa farne.....ovvero incenerirla.
    In breve, si cominciano a fare grandi progetti, grande dispendio di risorse, grandi discussioni con le comunità, etc, etc, finchè qualcuno fa presente che allla fin fine gli inceneritori, belli o brutti che siano, sono e restano delle normali caldaie in cui bruciare del combustibile......e pensa un pò, la spazzatura così com'è NON va bene come combustibile perchè abbassa il potere calorifico inferiore, perchè fa troppe scorie, perchè.........insomma perchè bruciarla così com'è NON ci si guadagna, anzi si rischia di perdere..........quindi ?
    Quindi bisogna portare agli inceneritori solo la componente che brucia bene, quasi da sola possibilmente, allora ?
    Allora si allunga la filiera, bisogna costituire centri di separazione della parte combustibile da quella non combustibile e così via, senza dilungarci troppo...si arriva alle Ecoballe.......altra bell'invenzione eh !
    E però se io la spazzatura la ho già separata per bene......il lavoro per fare le Ecoballe mi si riduce, quindi posso realizzare maggior profitto da questa filiera......come fare ?
    Ci inventiamo LA RACCOLTA DIFFERENZIATA !!
    Anche questa invenzione serve a cosa ..... a fare Ecoballe con il più alto p.c.i. .... quindi quando le brucio in caldaia (inceneritore) mi rendono di più.....faccio più profitto !
    Ma chi deve fare la raccolta differenziata ? Il Comune ? ..... e NO ! sarebbe troppo costoso per le casse Comunali,....allora sulla Regione che profitta dell'inceneritore ? eh NO ! sarebbe troppo complicato..... allora la scarichiamo sul cittadino ? Si, benissimo, scarichiamola sul cittadino....tanto.... lo convinciamo della utilità sociale di questa differenziata e tante belle parole che fanno sempre colpo, soprattutto se ci sono bambini, anzi gli diaciamo pure che se la fa e bene gli riduciamo la tassa sulla spazzatura......

    Per il momento ci fermiamo qui, sarebbe troppo lungo, continuiamo un altro giorno.

  5. #5
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    Riprendiamo il discorso, ringraziando anche tutti coloro che hanno partecipato alla discussione.

    Sull’onda dell’invenzione della Raccolta Differenziata, si sono poi sviluppate molte filosofie su cosa e come differenziare….fino ad arrivare all’assurdo che in alcuni Comuni è meglio andare a mangiare in trattoria e vivere in pensione che abitare una casa e dover fare QUELLA differenziata……ma ci vogliono i soldini…ci sarebbe ancora altro da dire, ma mi fermo qui per brevità.
    In conclusione la Raccolta Differenziata NON serve per ridurre o eliminare il problema della spazzatura. E’ semplicemente SCARICARE sulle spalle del cittadino le inefficienze delle Amministrazioni o forse sarebbe più opportuno dire “serve ad ingrassare alcune persone”.

    Quali sono le alternative ?
    Ce ne sono tante, per la verità. Come ha detto Manlio, e sono senz’altro d’accordo, si dovrebbe dapprima ridurre gli sprechi negli imballaggi perché oggi più che scatole di contenimento di biscotti e cioccolatini sono strumenti ingannevoli per la propensione all’acquisto…….. e così via fino ad arrivare come ha fatto la famiglia Strauss (Rifiuti, record degli Strauss un sacchetto in un anno - Repubblica.it).

    Ci sono ovviamente dei però, perché nel bel condominio a centro città certamente non è possibile fare come la famiglia Strass.
    Allora ?
    Allora partiamo da due concetti semplici ed elementari, che circolano ormai da anni…..inascoltati !
    1- Ogni comune deve trattare i propri rifiuti nel suo territorio. Portarli in giro fa male…molto male…ammorba l’aria quanto meno e dispensa spazzatura e germi dappertutto. Nessuno gradisce che nel proprio territorio arrivino montagne di spazzatura prodotta in altre aree. Si spreca tanto tempo e tanta di quell’energia fossile per far viaggiare la spazzatura….a chi giova ?
    2- Chi ha detto che non si può fare un impianto di trattamento della spazzatura anche per un piccolo paese di 1000 abitanti ? Si può fare e come…..certo non l’inceneritore, ma quello nessuno lo vuole più, fortunatamente !.

    Bene è in circolazione almeno da 25 anni un progetto per impianti di trattamento della spazzatura a ciclo chiuso, cioè senza scarichi di alcun tipo, ma con produzione di biogas (quindi energia termica ed elettrica), materie selezionate e conglomerati finali. Il tutto con processi a temperatura ambiente (prima che qualcuno obietta che se brucio il biogas questo non è a temperatura ambiente, specifico che se brucio il biogas NON è per il processo di trattamento della spazzatura, ma per convertirlo in energia termica ed elettrica). Il tutto ancora a partire da 1000 Abitanti e fino a ……quando volete. Il tutto trattando la spazzatura TAL QUALE, quindi senza dover fare nulla prima. Il tutto potendo essere utilizzato anche per BONIFICARE LE DISCARICHE ESAUSTE. Il tutto a costi di realizzazione che sono bassissimi, circa un decimo di un equivalente inceneritore. Il tutto con impiego di mano d’opera……ripagata dai proventi dell’impianto. Il tutto con impatto ambientale praticamente nullo. Il tutto con il principio del kilometro zero. Ed altro ancora.
    Questo progetto sta girando per tutto il mondo, è stato presentato a tante Amministrazioni…..ma finora NULLA.
    Perché ? Datevi voi la/e risposte, io aggiungo solo che costa troppo poco…..per i furbetti !

  6. #6
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    Sono convinto assertore di 2 principi: principio di prossimità (ogni bacino deve essere in grado di trattare i rifiuti che produce) e principio di responsabilità del produttore del rifiuto. Quello che mi preme maggiormente è il secondo e mi spiego: così come pagare la RC auto non mi autorizza a fare deliberatamente e indiscriminatamente incidenti stradali, il pagamento della TARSU non mi esime dal farmi carico di una responsabilità oggettiva di come tratto il rifiuto che produco. Erroneamente si crede che i Comuni debbano trovare le soluzioni al problema rifiuti: nulla di più inesatto. Le pubbliche istituzioni possono agire solamente SUGLI EFFETTI, non sulle cause. Consideriamo il rifiuto come una qualsiasi industria: se il materiale che viene usato nella produzione è di scarsa qualità, il prodotto finale sarà scadente. Per questo ritengo importantissimo che ciascuno si adoperi per differenziare al meglio le tipologie di rifiuto. Risparmiare ed ottimizzare energia è lo scopo primo di ogni ambientalista: quanta energia viene sprecata per fare una selezione "a valle" (negli impianti di selezione e trattamento) per suddividere le tipologie di rifiuto non selezionate "a monte"? Centinaia di migliaia di KW! Plastica, vetro, frazione umida, metalli se correttamente selezionati fanno risparmiare cifre di parecchi zeri sia in euro che in tonnellate di CO2 immesse in atmosfera. Grazie per l'attenzione!

  7. #7
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    Quello che dice Carlo è corretto e coincide con quanto già detto. Però la responsabilità NON è solo del cittadino, perchè questo si trova ad essere un semplice consumatore di prodotti il cui pakaging è stato scelto da altri per tanti altri motivi. Quindi il principio di responsabilità deve essere distribuito tra : Produttori di beni con relativo pakaging ; Consumatore ; Amministrazione Comunale.......se vogliamo essere equi.....
    Purtroppo quanto finora fatto è stato solo cercare di scaricare la responsabilità unicamente sul cittadino, arrivando ad imporre metodiche di differenziata PRATICAMENTE INATTUABILI.
    Allora se è corretto che se il rifiuto arriva differenziato si risparmia energia, mi chiedo : Chi risparmia energia ? Chi invece spende energia diffusa ? Quale vantaggio ha la comunità a differenziare a monte ? E ritorna la prima domanda : A che serve differenziare ?

  8. #8
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    Forse ho semplificato troppo :(

    Forse ho ridotto troppo ai minimi termini quanto intendevo dire, con il risultato di aver tralasciato aspetti importanti e soprattutto non aver risposto al quesito di fondo: a che serve differenziare? Cercherò di andare con ordine e non scrivere un trattato sull'argomento abusando della pazienza di chi legge. Il rifiuto è, per definizione "tutto ciò di cui ci si disfa", definizione sibillina ma che rende l'idea di quante cose rientrano in tale definizione: dalla carta di caramella all'automobile e lascio libero sfogo all'immaginazione di ognuno di voi. Per questa ragione sono stati creati dei gruppi di appartenenza per le diverse tipologie "di cui ci si disfa" partendo da due gruppi principali quelli urbani e quelli industriali, a loro volta suddivisi in altre due categorie pericolosi e non pericolosi. Faccio questa premessa per iniziare a spiegare "perchè differenziare". L'obiettivo primo è evitare che sostanze pericolose possano essere disperse nell'ambiente senza essere trattate a salvaguardia dell'ambiente e della salute. Rifiuti industriali e quelli pericolosi, lasciamoli per un attimo da parte, vediamo la RSU, i rifiuti solidi urbani. Se qualcuno ha tempo e voglia, provi a seguire un camion di raccolta rifiuti per verificare con i propri occhi che quello che viene introdotto nei cassonetti deve ancora percorrere un lungo itinerario prima di giungere alla destinazione finale. E' sapere comune che le discariche sono quasi tutte al limite delle loro capacità ricettive ed non è affare di poco conto individuare siti altrenativi di conferimento. Tutti produciamo rifiuti ma nessuno li vuole avere sul proprio territorio. Differenziare permette in primo luogo di abbattere la parte di rifiuto che va alle discariche amentandone la vita operativa e in secondo luogo permette di riutilizzare e/o riciclare una gran parte di materie prime (vetro, carta, frazione umida, metalli, plastica) non stressando ulteriormente le risorse che ci vengono offerte dalla nostra buona e vecchia madre terra. Differenziare il rifiuto io lo considero un gesto di civiltà e di responsabilità versola presente e le future generazioni che altrimenti si vedranno costrette ad usare le nostre attuali discariche come "miniere di materie prime". Dove una prima selezione non viene fatta dai cittadini, intervengono gli impianti di selezione meccanica (nei Comuni che hanno tecnologie di questo tipo) ma ciò comporta un lavoro supplettivo con costi maggiori e con una resa di molto inferiore di quella che si ottiene differenziando alla fonte. Per rispondere poi alla tua domanda "chi risparmia energia?" mi sembra una disquisizione sulla lana caprina: non credo abbia importanza il "chi" mi sembra essenziale diminuire i consumi, obiettivo dal quale TUTTI trarremmo beneficio immettendo minori quantità di CO2 e derivati dalla combustione di idrocarburi in atmosfera. Forse intendi dire "che ci guadagno io?". Comuni virtuosi hanno studiato incentivi che mettendo in rapporto i target di raccolta differenziata raggiunti con le minori spese sostenute e li traducono o in alicuote TARSU più basse o investono i proventi nella costruzione di parchi, piste ciclabili, mezzi di raccolta elettrici etc etc. ma francamente a te personalmente non so se entrerà qualcosa nel portafoglio (auspico almeno un risparmio in bolletta) Alla base di tutto (e qui concordo con te al 100%) bisognerebbe far si che le regole valessero per tutti a partire da una riduzione dei pakaging, ai consumatori e alle pubbliche amministrazioni. Buon week end!

  9. #9
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    Concordo con Carlo sul fatto che ovviamente stiamo parlando di rifiuti urbani ed anche sul fatto che il senso civico, l'attenzione all'ambiente e tutto il resto dovrebbero venire prima di ogni altra considerazione, ma questa può rischiare di essere solo ...teoria. Così come i Comuni virtuosi, un granello di sabbia nel deserto del nostro Paese. Si ma se tutti.....etc. Certo se tutti facessimo come la famiglia Strauss (vedi post precedente) non esisterebbe proprio il problema ! Sta di fatto che questo TUTTI chissà perchè non succede mai ! Allora vorrei riportare il ragionamento sul pratico, reale, possibile !
    Attenzione, non sto dicendo che quello che sostiene Carlo sia sbagliato, sto solo dicendo che all'atto pratico le cose vanno diversamente e se quindi vanno diversamente, perchè non affrontare il problema con altre ottiche ?
    Visto che lui è andato giù duro, allora voglio rispondere ancora più duramente.
    Primo : Se il mio Comune mi dice "Senti per i rifiuti abbiamo deciso di fare un compostaggio dell'organico e tutto il resto continua ad andare in discarica, per cui tu mi dai due buste di spazzatura, una di organico ed una del resto. Il profitto del compostaggio lo scaliamo sulla TARSU, no lo usiamo per le scuole, no compriamo auto elettriche, etc" allora io posso anche essere daccordo e riempire le mie due buste.
    Se il mio Comune mi dice invece " Senti abbiamo deciso di fare la raccolta differenziata a 3 o 4 o 5 o 6 bidoni perchè così dobbiamo fare e bla, bla, bla" io NON ci sto perchè so che tutti questi rifiuti dovranno poi essere portati ad un centro (privato) per fare ecoballe, recupero vetro, et,etc e il mio Comune dovrà anche pagare per conferire questa materia prima selezionata, per cui non c'è nessun ritorno sulla comunità, ma un costo secco.
    Secondo : Se io mi devo trasformare in un dipendente COATTO, a tempo parziale, della tale impresa che prende i miei rifiuti differenziati, che incassa il conferimento prima e poi dalla vendita del selezionato facendo quindi profitto, IO VOGLIO ESSERE PAGATO per il lavoro che faccio per loro ! Loro risparmiano sui macchinari, sull’energia e sulla mano d’opera. Si, perchè il mio senso civico diventa lavoro nero e non retribuito ed io consumo energia (in senso generale), caro Carlo, forse anche solo 1 W, ma moltiplicato per i milioni di lavoratori coatti come me facciamo diversi MW.
    Non mi sta bene, allora dico, ma siamo sicuri che non esiste alternativa ?

    Quando poi dici " le future generazioni.....si vedranno costrette ad usare le nostre attuali discariche come "miniere di materie prime" " ma lo dici con rammarico solo come pensierino della notte ?
    Ho questa sensazione, forse mi sbaglio !
    Allora ti dico che, anche questo vetusto, c'è un altro progetto denominato "LE MINIERE DEL FUTURO" che invece avvalora e stimola proprio l'uso delle discariche e dei rifiuti in genere come sostituti più produttivi ed energeticamente più convenienti delle classiche miniere, ponendo così anche fine, o quasi, al continuo sforacchiamento della crosta terrestre. Ma questo è un altro discorso.....magari lo possiamo riprendere dopo.

  10. #10
    Junior Member
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    Credo che ci sia un fraintendimento: ho aderito a questo gruppo in quanto pensavo si trattassero tematiche ambientali e queste avessero precedenza su interessi personali e speculativi. Ho letto con attenzione la replica fino al secondo punto. Caro intelocutore,spero vivamente che tu non stia parlando seriamente quando fai riferimento allo stato di "dipendente coatto" e che "vuoi essere pagato" per fare la differenziata; se così non fosse credo che viaggiamo su strade troppo lontane per poter avere punti di interesse comune e di confronto. Proprio tu che critichi (a ragione) le speculazioni finanziarie che ruotano intorno al mondo dei rifiuti, sei il primo ad assoggettarti alla legge di mercato: "se non ne ho un tornaconto personale non faccio nulla". Lavoro nel settore dello smaltimento e trattamento rifiuti da 25 anni e ritengo che sono proprio le persone che agiscono come te a creare una zavorra che impedisce il progresso in questo settore. Ti assicuro che non voglio essere offensivo e che voglio mantenere la discussione in termini di civiltà e di reciproco rispetto ma immagino che tu sia una di quelle persone che, visto che a telefonare ad un numero verde e concordare il ritiro di rifiuti ingombranti non ci guadagno nulla, lasci per strada materassi, lavatrici e quant'altro (dico questo sulla base delle tue affermazioni con la speranza di aver frainteso). E' legittimo aspettarsi un tornaconto ma per quanto mi riguarda, la ricompensa che perseguo è un maggiore decoro e pulizia dei luoghi in cui vivo; se i riscontri dei miei comportamenti virtuosi si traducono anche in un tornaconto personale, ben venga, in caso contrario mi resta la soddisfazione di aver dato il mio contributo ad una causa nella quale credo fermamente.
    Cordialmente Carlo Muti

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