Greeneconomy,ti invio qualche chiarimento sulla famigerata "discarica della Solfarata"che disterebbe non più di un paio di chilometri dalla stazione di Pomezia Santa Palomba.
Dopo anni di silenzio la "politica romana" ha svelato le sue carte ( Rutelli individuò durante il suo mandato, questa zona come possibile "Malagrotta 2"). Il territorio fa parte del Comune di Roma(XII Municipio) la zona in questione è molto vicina ai centri abitati di Pomezia, oltre alle prime borgate periferiche della capitale. La questione dei vincoli è ambigua (in quanto siamo in Italia). Non confondiamoci con le ultime vicende di Corcolle (Villa Adriana): lì la questione, oltre ad essere scandalosa e clamorosa a livello internazionale (in quanto la dimora imperiale è un sito conosciuto in tutto il mondo), è stata presa in mano da personalità come Carandini e Settis, quindi la pianificata discarica è stata bloccata (anche se con difficoltà).
Di conseguenza immaginiamoci quanto possano valere i vincoli paesaggistici di un ex cava di zolfo, senza dimenticare che questi vincoli sono stati messi da Roma, che è lo stesso "soggetto" che ora necessita di un'area per la discarica. In pratica quasi tutto il lazio è praticamente soggetto a vincoli paesaggistici e/o archeologici,eppure discariche,inceneritori e turbogas si fanno ugualmente. In conclusione, non farei molto affidamento a questi vincoli.
Cosa certa è che qualche anno fa, a causa di questi "vincoli" è stato negato ad una società (non so esattamente quale) di realizzare un "parco fotovoltaico" nella zona Solfarata e, facendo 2+2, a maggior ragione si dovrebbe vietare una discarica...vedremo cosa succederà!
In quanto all'inceneritore, la pianificazione dell'impianto è prevista in zona Roncigliano, quindi a Cecchina (anch'essa non lontana dal confine Est di Pomezia)..
Comitati contro discarica Solfarata
http://www.meridiananotizie.it
I rifiuti alla Zolforatella: un’idea geniale solo per il proprietario (Cerroni)
Da manicomio
I politici hanno dimostrato di essere capaci di tutto, quindi alla fine potrebbero persino mettere in pratica la folle proposta del proprietario della Zolforatella: “Portate i rifiuti di Roma qui”. Massima allerta, se non vogliamo che il nostro territorio
01/07/2012 - Nel caso in esame viene riproposto il solito copione, vale a dire, ricolmare, con milioni di metri cubi di spazzatura, scavi di precedenti attività estrattive. Queste cave dismesse dovrebbero essere oggetto di idonei progetti di bonifica sotto il controllo rigoroso della Regione, a spese dell’impresa titolare della cava o della miniera, invece vanno ad alimentare il business impressionante che ruota attorno alle discariche. Attraverso la presente quindi vogliamo denunciare quanti e quali saranno i rischi, per la salute delle persone e per l’ambiente, se una decisione del genere dovesse andare in porto. Il sito è inserito all’interno della Riserva Naturale di Decima Malafede.
Quest’ultima si estende dal quadrante meridionale di Roma sino ad arrivare a Pomezia; al fine di comprendere meglio la nostra opposizione facciamo notare che quando è stata istituita l’area protetta, il confine orientale, che decorre sempre lungo la Via Laurentina, nel suo tratto finale anziché puntare verso l’incrocio con Via dei Castelli Romani esso devia volutamente per includere l’area della Solfatara. Le motivazioni legate a tale inserimento sono molteplici, infatti, l’area è nota sin dall’antichità poiché prossima al Santuario di Tor Tignosa dove Virgilio, nel settimo libro dell’Eneide, ambienta l’Oracolo di Fauno al Re Latino. (http://romanatura.roma.it/r-n-decima-malafede/la-solforata-leggenda-ed-archeologia-di-un-luogo-mitico/). I più conoscono la zona quale ex-miniera per l’attività di estrazione dello zolfo. I geologi ricercatori di sismologia e di vulcanologia del CNR e dell’Università di Roma studiano l’area da decenni poiché si tratta di uno dei siti esalativi tra i più importanti d’Italia e dell’apparto vulcanico dei Colli Albani.
Questo vulcano è stato attivo sino a circa 10 mila anni fa, con testimonianze anche storiche di attività, come citate da Plinio il Vecchio. Le numerosissime pubblicazioni scientifiche sull’area affermano che questo sito esalativo vulcanico è inserito nel noto sistema di faglie di Ardea. L’area della ex miniera è confinata tra Quarto della Zolforatella, la S.P. Torvaianica-Albano e la Via Laurentina ed in essa si ritrovano sia gli scavi dell’attività estrattiva sia i cumuli dei materiali di risulta. Lo scavo principale ha pareti verticali con un fronte fuori falda di oltre 40 m mentre non si conosce quella in falda. Si presenta come un lago le cui acque sono di colore rosso per la presenza di ingenti quantità di idrossidi di ferro. A ridosso del Fosso della Zolforatella sono presenti pozze e crateri legate all’intensa attività esalativa di risalita di fluidi vulcanici. Le rocce presenti nell’area sono ricchissime di minerali ferrosi (solfuri di ferro) contenenti elevatissime quantità di uranio con un livello di radioattività naturale tra i più alti d’Italia (oltre 200 ppm, il valore medio nelle rocce tufacee laziali è di 6 ppm). In tutta l’area sono visibili crateri dalle quali risalgono dal sottosuolo ingenti quantità di gas (anidride carbonica, acido solfidrico, radon). In appena 1800 m2 di superficie sono stati stimati i seguenti flussi di gas: 600 tonnellate/giorno di anidride carbonica, 5 tonnellate/giorno di acido solfidrico, 44 miliardi di becquerel di radon. In questa zona la concentrazione di radon al suolo è di 150.000 Bq/m3 mentre ad altezza uomo è di 7.500 Bq/m3 (normalmente in Piazza Indipendenza a Pomezia il valore in aria è di 10 Bq/m3). Realizzare una discarica nella località Quarto della Zolforatella significa: 1) amplificazione del pericolo di inquinamento dell’aria, oltre che per i gas prodotti dagli stessi rifiuti, per l’intenso flusso di gas nocivi provenienti dal sottosuolo in un contesto territoriale che vede la presenza di siti industriali ad alto rischio (S. Palomba). 2) Un disequilibrio dei flussi dei fluidi in risalita dovuto alla sovrappressione esercitata dai carichi in superficie. 3) Azione fortemente corrosiva operata dai gas vulcanici nei confronti di tutte le opere di contenimento e di impermeabilizzazione dell’invaso. 4) Rischio idrogeologico di inquinamento della falda freatica dovuto alla presenza di prodotti vulcanici scoriacei ad elevata permeabilità e presenza del livello di falda in superficie. 5) Incompatibilità della discarica con la tutela e la salvaguardia della Riserva Naturale di Decima-Malafede. 6) Incompatibilità della discarica per vincoli archeologici. 7) Elevato rischio per la salute degli addetti alla gestione della stessa discarica.
Autore: Geologo Antonio Di Lisa
Responsabile Urbanistica e
Territorio SEL Pomezia
La Solforata. Leggenda ed archeologia di un luogo mitico |
romanatura.roma.it
Il paesaggio suggestivo del lago “rosso” della Solforata nella Riserva Naturale di Decima Malafede e la mitica Albunea, ricordata nelle pagine dell'Eneide
La Solforata. Leggenda ed archeologia di un luogo mitico |
romanatura.roma.itIl paesaggio suggestivo del lago “rosso” della Solforata nella Riserva Naturale di Decima Malafede e la mitica Albunea, ricordata n
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