Furbi a caccia nei parchi: forestali e volontari WWF provano a fermarli

di Elle del 3 dicembre 2012

Con l’apertura della stagione della caccia, oltre ai numerosi incidenti che vedono spesso coinvolte vittime umane (oltre che i bersagli animali) incolpevoli, crescono anche gli episodi di bracconaggio.

Recentemente i volontari del WWF, in collaborazione con i Carabinieri, hanno esposto delle denunce a carico di cacciatori che operavano all’interno di riserve e aree protette in Campania (nel Parco regionale dei monti Picentini) e Puglia (all’interno del Parco nazionale del Gargano).

I reati spesso contestati riguardavano la caccia illegale in area protetta, porto e detenzione di armi e munizioni senza licenza.

Anche la Forestale ha dovuto realizzare degli interventi in Calabria, in particolare all’interno del Parco Nazionale della Sila dove sono stati bloccati cacciatori impegnati in una battuta alla beccaccia con l’impiego di cani dotati di collari ‘beeper’, strumenti di segnalazione acustica che consentono di ‘telecomandare’ i fedeli amici dell’uomo.

Ancora una volta, insomma, possiamo rilevare come l’attività venatoria rappresenti una sorta di ‘capriccio’ che pochi uomini intendono soddisfare ad ogni costo nel pieno disprezzo della vita di esseri senzienti, senza fermarsi di fronte a nulla, anche contravvenendo ai regolamenti stabiliti per legge.

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