Il Galaxy Note 7 sarà un disastro anche dal punto di vista ambientale: la denuncia di Greenpeace

di Luca Scialò del 13 novembre 2016

Il Galaxy Note 7 si è rivelato un autentico disastro per il colosso coreano della telefonia Samsung. Ma anche per l’ambiente…

Sul Galaxy Note 7 Samsung puntava tantissimo. Dato che veniva considerato da molti addetti ai lavori il miglior dispositivo mobile in circolazione. E invece, il Galaxy Note 7 ha presentato un grave difetto di fabbrica che ha messo a repentaglio l’incolumità di milioni di persone sparse per il Mondo.

Ovvero, la sua batteria, durante la ricarica o un uso intensivo, si può surriscaldare al punto da esplodere. Come è successo in quasi una cinquantina di casi. Al punto che Samsung è stata costretta a ritirare anche i telefoni sostitutivi, che hanno presentato lo stesso problema. Ciò ha comportato perdite di fatturato stimate tra i 3 e i 5 miliardi di dollari per il presente e il prossimo trimestre d’esercizio. Oltre che un grave danno d’immagine, che potrebbe portare in molti a spostare le proprie preferenze verso la concorrenza. In primis Apple.

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Ma oltre a ciò, si presenta un altro disastro all’orizzonte: quello ambientale. A denunciarlo l’associazione ambientalista internazionale Greenpeace, che in un rapporto diramato in questi giorni ha fatto due conti.

Galaxy Note 7: pure un guaio ambientale!

Secondo Greenpeace, i Galaxy Note 7 che Samsung dovrà smaltire sono oltre 4 milioni. Tra quelli venduti (più di 3) e quelli rimasti invenduti (1,3 milioni). Pochissimi sono coloro che hanno deciso di tenere il telefono, malgrado le caratteristiche sopra evidenziate.

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Di qui, il potenziale danno ambientale. E’ noto come il Galaxy Note 7, così come altri dispositivi, contenga sostanze quali 20 tonnellate di cobalto, una tonnellata di tungsteno, circa 100 chili d’oro e più di 1.000 chili di argento. Cifre che Greenpeace ha snocciolato anche grazie all’ausilio di un istituto di ricerca tedesco. Secondo Greenpeace, inoltre, la totalità di Galaxy Note 7 sarebbe equivalente a 28 container di rifiuti tossici.

Galaxy Note 7

Doveva anticipare Apple sul mercato, se non che…. il Galaxy Note 7

Un vero potenziale disastro ambientale, considerando che molti di questi materiali non sono riciclabili. Ma anche sociale e umano. Visto che per la loro estrazione, solitamente praticata in Paesi poveri, vengono anche utilizzati dei bambini. Che risultano utili per le loro dimensioni più minute, adatte per entrare nelle miniere. Soprattutto del Cobalto.

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Il flop del Galaxy Note 7 è scaturito, per stessa ammissione di alcuni tecnici del colosso coreano, dalla velocità con cui esso è stato prodotto. Al fine di anticipare la concorrenza, soprattutto, l’uscita di iPhone 7 di Apple. Il Galaxy Note 7, come noto, è uscito a inizio agosto…. ma le cose non sono andate come ci si aspettava.

Come ha dichiarato Maria Elena De Matteo, portavoce di Greenpeace per l’Asia orientale: “Questo è un chiaro esempio di come questo modello di consumo veloce non funzioni.”

Per ora, Samsung ha detto di stare esaminando le affermazioni di Greenpeace, ma non ha rilasciato alcun commento su di esse.

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