Gambero americano minaccia fiumi e laghi italiani

di Luca Scialò del 26 aprile 2014

Questa è la storia di come un gambero americano minaccia fiumi e laghi italiani. Sì, perché la biodiversità delle acque italiane è minacciata dal gambero rosso della Louisiana, una specie approdata in Europa nel 1972; che poi si è diffusa lentamente in tutto il Vecchio Continente ed è stabilmente in Italia dal 1989, a partire dal Piemonte.

Il gambero della Louisiana si è acclimatato anche in Friuli Venezia Giulia e dal 2006, lo dimostrano i monitoraggi condotti dall’Ente Tutela Pesca, si trovano popolazioni di questo animaletto un po’ dovunque negli specchi di acqua dolce della nostra Penisola.

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Qual è la conseguenza di questa ‘invasione’? L’Austropotamobius pallipes, la specie di gambero nativo più diffuso in Italia, sta scomparendo, a causa della perdita del suo habitat, per l’inquinamento e ora anche per la diffusione del gambero della Louisiana. Ce lo dice l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Questa specie di gambero rosso che viene dall’America ha delle caratteristiche che lo rendono più forte dei gamberi nostrani: è una specie che si adatta facilmente ad ogni habitat; in Gran Bretagna sopravvive persino in corsi d’acqua che ghiacciano durante la stagione invernale. Riesce a percorrere lunghe distanze (fino a 3 km al giorno), e sopravvive fuori dell’acqua per periodi molto lunghi. Inoltre, durante i periodi di siccità, sopravvive ritirandosi in tane profonde nel suolo.

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Per proteggere il gambero nostrano, è nato il progetto Life Rarity, finanziato dalla Commissione Europea, che mira a contrastare la diffusione del gambero della Louisiana, rafforzare la presenza del gambero nativo e formulare nuove norme regionali che salvaguardino gli ecosistemi acquatici.

Alcuni provvedimenti sono già stati messi in atto: da trappole che impediscano al gambero della Louisiana di colonizzare nuovi corsi d’acqua, alla sterilizzazione grazie ai raggi X. Anche le Università di Trieste e Firenze stanno inoltre lavorando per ‘limitare’ l’espansione del terribile gambero.

In pericolo non c’è solo il  ‘povero’gambero austropotamobius pallipes; in Italia proliferano migliaia di specie diverse animali autoctone, che sono minacciate da nuovi esemplari più feroci che non sono originari della Penisola. La loro scomparsa impoverirebbe irrimediabilmente la biodiversità innescando attraverso la catena alimentare una minaccia anche per altri animali non direttamente coinvolti.

Insomma, la guerra al gambero USA è aperta.

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