Gli alimenti potranno portare un’etichetta che ci dice quanto inquinano

di Luca Scialò del 21 gennaio 2013

Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia, ha promosso una nuova etichettatura dei prodotti che non preveda solo la nomenclatura degli ingredienti secondo le regole dettate dall’Unione Europea, ma che riporti anche l’impatto ambientale di cui questi prodotti sono responsabili. Ovvero quanto impattano sull’ambiente in termini di emissioni di CO2 durante tutto il ciclo di vita, dalla produzione fino allo smaltimento.

Tale etichetta si chiama “etichetta per il clima” e consente alle aziende che aderiscono all’iniziativa di poter tracciare i propri prodotti fornendo al consumatore un dato numerico sintetico espressione di quanto quel prodotto “incide” sull’ambiente.

In realtà si tratta di una novità fino a un certo punto, anzi, di un’iniziativa pure tardiva.

In Europa e nel mondo questo genere di attività è già in forte espansione: in Inghilterra, ad esempio, tramite la Carbon Footprint, sono già oltre 25 mila i prodotti tracciati; oltre 10 mila negli Stati Uniti; la Francia ha siglato un accordo con la grande distribuzione affinché si prosegua con questa grande politica di trasparenza e di innovazione.

Come al solito ci muoviamo sempre troppo tardi, ma si tratta comunque di un passo nella direzione giusta: un ausilio concreto al consumo critico e una leva in più in mano ai consumatori.

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