Gli ingredienti della cucina naturale: il tarassaco

di Maura Lugano il 4 giugno 2012 · 0 commenti

Il tarassaco comune (nome botanico Taraxacum officinale) è una pianta spontanea considerata “depurativa” per eccellenza. Diffusissima in tutte le zone e altitudini, cresce sia in clima temperato che freddo e fino ai 2.000 metri di altitudine. E’ caratteristica per le sue foglie dentellate, per questo è anche chiamata dente di leone, e per i suoi fiori gialli che si trasformano in quelle morbide sfere, che alcuni chiamano comunemente soffioni, e che divertono tanto bambini.

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Il taraxacum officinalis viene utilizzato in tutte le sue parti, benché la parte più preziosa, quella che contiene in forma più concentrata le proprietà depurative, sia la radice.

Le foglie possono essere consumate in insalata ma è opportuno utilizzare quelle più giovani perché più tenere e meno amare, mentre quelle più vecchie, che sono quelle vicine alla base della pianta, si possono usare cotte, come si faceva un tempo, per minestre, minestroni e zuppe. Invece i fiori di tarassaco in alcune zone d’Italia vengono messi sott’aceto e consumati come i capperi.

La parte del tarassaco più ricca di virtù terapeutiche, come anticipato, sono le radici. Essendo una pianta perenne, le radici possono allungarsi in modo evidente nel terreno e divenire sensibilmente robuste.

Si utilizzano sia fresche che essicate per decotti e tisane, le cui proprietà sono depurative favoriscono l’eliminazione delle tossine dall’organismo, combattono la stitichezza ed il colesterolo. Hanno poi proprietà digestive e colagoghe perché aiutano l’eliminazione della bile ma anche dei calcoli renali, infine stimolano l’attività del fegato. Si raccomanda, quindi, il tarassaco in caso di eccessi alimentari, comunque se ne consiglia l’assunzione prolungata per alcuni periodi dell’anno con l’avvertimento che il sapore della radice di tarassaco è decisamente amaro, pertanto non sempre gradito e piacevole.

ALTRE PIANTE AROMATICHE:

Ci sono anche alcune curiosità relative al tarassaco. Durante la seconda guerra mondiale dalla radice del tarassaco si estraeva il lattice da cui si ricavava, a sua volta, la gomma, inoltre dalla torrefazione delle radici in epoche passate si otteneva un surrogato del caffé, con tutte le proprietà benefiche della pianta.

Per finire una semplice ricetta per farsi una saporita frittata. Servono 500 gr di foglie di tarassaco, 100 gr di pancetta, 1 uovo a persona, sale e olio per la cottura.

Sminuzzare la pancetta e passarla in padella con l’olio, sbollentare le foglie di tarassaco, una volta tolte dall’acqua passarle al tritatutto, aggiungere la crema ottenuta alla pancetta. Battere a parte le uova con il sale e unirle agli altri ingredienti, quindi cuocere la frittata su entrambi i lati nella stessa padella della pancetta.

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