Visionari grattacieli eco-sostenibili per il futuro di Shenzhen

di La Ica del 25 luglio 2013

Una delle metropoli cinesi simbolo del nuovo corso capitalista del dragone tenta di rifarsi il look strizzando l’occhio alla sostenibilità. Parliamo di Shenzhen, metropoli di più di 10 milioni di abitanti sita in prossimità di Hong Kong: città che era un borgo di pescatori fino alla fine degli anni ’70, allorché venne individuata come “zona economica speciale”.

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Da allora, il frenetico sviluppo di Shenzhen ha imposto le sfide comuni a tutte le megalopoli, inquinamento urbano e traffico in primis.

Tra i vari progetti che riguardano questa città, ve n’è uno particolarmente futuristico, opera dell’architetto belga Vincent Callebaut, che ha progettato per Shenzen un gruppo di torri con piani in vetro a forma di pietra. Strutture ecologiche, ecosostenibili, e del tutto autosufficienti. Nelle torri ci si abiterà e si lavorerà, per ridurre al minimo gli spostamenti.

Ma l’obiettivo principale è quello di ridurre soprattutto la densità, in un Paese già fittamente popolato ed edificato come la Cina; eliminare del tutto le periferie, rendendo le città più efficienti attraverso un consumo responsabile e, meglio ancora, accompagnato ad un’autoproduzione tale, da ripagare completamente i consumi ed eventualmente superarli.

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Dei “farmscrapers“, ovvero delle fattorie formato grattacielo. Il cibo, verrà ricavato dagli alberi da frutto e dagli orti appositamente creati per e nella struttura. Gli scarti verranno riciclati. Pannelli solari e turbine eoliche faranno il resto, procurando agli edifici l’energia necessaria al loro funzionamento; che, in caso di sovrapproduzione, verrà riciclata o capitalizzata.

Un nuovo modo di vedere l’abitare, responsabile nei confronti dell’ambiente, totalmente confortevole per i cittadini e appetibile all’occhio. «Il verde non è più collocato affianco alle strutture, ma all’interno», ha dichiarato Callebaut; «L’architettura si fa dunque coltivabile, mangiabile, nutritiva».

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Le torri di Shenzhen

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Nessuna emissione di anidride carbonica: Asian Cairns è un gruppo di sei torri formate da una ventina di “sassi” accatastati gli uni sugli altri a mò di scacchiera. La curiosa forma verrà strutturata da una impalcatura in metallo; in cima ad ogni piano verranno montati i pannelli e disposte le turbine. Il futuro è già qui, ed è strabiliante.

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