Grecia: aumenta l’inquinamento dell’aria con il ritorno del riscaldamento a legna

di Erika Facciolla del 5 febbraio 2013

La crisi economica che ha investito la Grecia non risparmia neanche l’ambiente e la salute dei cittadini visto che il prezzo del gasolio ormai alle stelle ha stimolato il ritorno al vecchio sistema di combustione della legna per riscaldare le case durante i mesi invernali. La prima conseguenza di questa tendenza è l’aumento vertiginoso dell’inquinamento atmosferico, sul quale è scattato l’allarme delle autorità competenti e del ministero dell’Ambiente.

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In questi giorni, infatti, Atene e Salonicco sono avvolte da una nube marroncina densa di particelle inquinanti ed esalazioni tossiche particolarmente pericolose per la salute dell’uomo. La situazione è resa ancora più critica dall’ assenza prolungata di venti che favorisce la stagnazione delle sostanze inquinanti nell’atmosfera. Alla sera, in particolare, l’aria è acre e appiccicosa, praticamente irrespirabile.

Tutti i livelli di guardia sono ormai stati superati: nelle ultime tre settimane le centrali di rilevamento elleniche hanno registrato una concentrazione di particolato pari 150mg per metro cubo, per lo più derivanti dalla combustione di legna, carbone, pezzi di vecchi mobili verniciati, resti di truciolato industriale e altro materiale di recupero proveniente dalle discariche.

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Colpa della crisi, come detto, che costringe la popolazione a risparmiare sul riscaldamento domestico tornando ad utilizzare vecchi camini e stufe prive (ovviamente) di appositi filtri che evitino l’immissione nell’atmosfera di agenti inquinanti dannosi per l’apparato respiratorio.

E mentre l’Europa resta a guardare, i greci si interrogano sul loro futuro…