Green spot: è l’ora di mangiare bene

di Barbara Scarioni del 4 novembre 2012

Un cibo più buono, un cibo più giusto, un cibo più locale. È questo il messaggio che comunica lo spot prodotto da ACRA (Cooperazione Rurale in Africa e America Latina), finanziato dall’Unione Europea e con il contributo del Comune di Milano. Verrà tradotto e distribuito in 12 paesi europei e nordafricani coinvolti nel progetto Farmers’ seeds.

L’obiettivo è la valorizzazione dell’agrobiodiversità, perché un carrello della spesa sempre più povero di varietà di prodotti, con alimenti industriali standardizzati, è una perdita per tutti.

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Ci perde l’alimentazione perché consumare prodotti omologati significa togliere ricchezza e qualità a ciò che mettiamo in tavola.
Ci perde l’ambiente perché coltivare senza diversità vuol dire ridurre la capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici. E di conseguenza, porta all’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi.
Ci perde il territorio, perché non hanno più ragione d’esistere le tradizioni legate alla produzione di alimenti non più coltivati. E il patrimonio territoriale diminuisce di valore.

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Lo spot si inserisce nel progetto “Good practices in sustainable agriculture and Food Sovereignty: developing an inclusive approach in fighting against poverty” (ovvero, Le buone pratiche nell’agricoltura sostenibile e nell’alimentazione: come sviluppare un approccio inclusivo per combattere la povertà) e rende chiaro, senza mezzi termini, che affidarsi a un numero sempre meno vario di alimenti non conviene.

Il progetto vuole rendere popolare l’uso sostenibile delle risorse naturali, questione centrale per il futuro delle sementi ad uso agricolo. Già oggi, sia in Europa che nel Sud del mondo, molte piccole fattorie gestite a livello familiare contribuiscono a preservare le biodiversità, grazie alla conservazione e al libero scambio delle sementi, alla valorizzazione del patrimonio di conoscenze contadine e all’accorciamento della filiera tra consumatore e produttore.

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In questo modo si assicurano efficienze economiche e sociali nell’ambito di uno sviluppo sostenibile e partecipato dell’agricoltura.

Così’ la conclusione è un consiglio: scegliere e cercare prodotti diversi, di prossimità e biologici è meglio per il consumatore, per il coltivatore e per la natura. E’ meglio per tutti.

Il video è questo:

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