I Comuni italiani non conoscono il consumo del proprio territorio

di Erika Facciolla del 6 febbraio 2013

Conoscere il consumo del suolo e censire il territorio per combattere il degrado e l’abusivismo edilizio? Fondamentale in chiave ambientale, ma non per i Comuni italiani che, a quanto pare, non possono (o non vogliono) occuparsi di quello che accade negli stessi territori che dovrebbero amministrare.

E per giustificare l’indecente lacuna gli alibi si sprecano: burocrazia farraginosa, mancanza di risorse economiche, carenza di personale, e c’è anche chi si appella alla privacy per giustificare una presunta impossibilità di diffondere i dati.

L’imbarazzante realtà è emersa dal forumSalviamo il paesaggio’ che a febbraio 2012 ha inviato ai sindaci degli 8.101 comuni italiani una lettera contenente una tabella da compilare e restituire entro sei mesi. Nella scheda venivano chieste informazioni essenziali per monitorare il consumo del suolo italiano.

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Ma delle 8.101 schede spedite ne sono tornate indietro poco meno di 300 di cui solo 80 quelle complete di tutte le informazioni richieste, tanto che il comitato promotore ha ritenuto di dover prorogare la riconsegna al 31 dicembre 2012.

La maggior parte dei sindaci interpellati ha motivato la mancata compilazione delle schede con un poco credibile “non abbiamo ricevuto nulla”, nonostante le richieste siano state spedite via mail attraverso un sistema di posta certificata che attestava l’avvenuta ricezione; in molti altri casi il problema riguardava la mancanza di funzionari preposti a questo tipo di mansioni; per non parlare di coloro che pur di scampare all’ardita richiesta si sono assurdamente appellati alla privacy.

Ironia a parte, quello che gli addetti del forum si sono trovati davanti è un vero e proprio muro politico e burocratico contro il quale scontrarsi si è rivelato veramente difficile. Ma capire lo stato di salute del suolo italiano e il ritmo con cui viene consumato è fondamentale per attuare una programmazione territoriale razionale e promuovere uno sviluppo davvero sostenibile.

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Senza dimenticare che un recente decreto legislativo approvato dal Governo Monti il 14 settembre 2012 ha stabilito un limite massimo di consumo del suolo per garantire l’equilibro tra le zone agricole e quelle edificate.

Dunque, cari sindaci, ricordate che compilare quelle schede è un vostro preciso dovere, non un’opzione. Una responsabilità di cui dovrete farvi carico nei confronti dello Stato e dei cittadini in primis.

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