I segreti della fotosintesi aiuteranno a rendere più efficienti le rinnovabili

di Diana Marchiori del 25 aprile 2013

Convertire le energie rinnovabili, vento, sole e acqua in carburanti del futuro è la sfida dei ricercatori. L’idea base di questo ambizioso progetto è: ricreare la fotosintesi artificialmente per ottenere una fonte di energia rinnovabile. La questione chiave è se sia davvero possibile usare la clorofilla per convertire la luce in energia da sfruttare secondo le necessità della vita contemporanea.

Le ultime ricerche degli scienziati sono concentrate sui processi biologici della natura per scoprire come ottenere una nuova fonte di energia pulita.  Difatti, recenti studi, condotti dai ricercatori delle università inglesi di East Anglia, Leeds e Cambridge, si sono basati sulla riproduzione artificiale della fotosintesi clorofilliana, nella speranza di ottenere risorse energetiche più efficienti e sostenibili.

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Il processo chimico, che permette alle piante di produrre sostanze organiche per mezzo della clorofilla (i raggi solari assorbiti dai pigmenti di clorofilla generano elettroni che sono diretti a catalizzatori che originano gli zuccheri) è in grado di raccogliere l’energia solare in quantità ingenti oltre ad essere la fonte di carbonio dei composti organici degli organismi.

Per sfruttare l’energia dei raggi solari ed eventualmente produrre idrogeno, alcuni ricercatori del Concilio di ricerca per le Scienze Biotecnologiche e Biologiche (Biotechnology and Biological Sciences Research Council – BBSRC) stanno lavorando a tecnologie capaci di intervenire sui microbi, per generare un tipo di carburante a zero emissioni convertibile in elettricità.

Julea Butt, dell’Università di East Anglia, che insegna alle facoltà di Chimica e Scienze biologiche, è responsabile per questo progetto di ricerca, ed ha annunciato la creazione di un sistema artificiale di fotosintesi basato su piccoli pannelli solari posti sui microbi. Per lo sviluppo di questo studio sono state stanziate 800,000 sterline.

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I ricercatori avanzano l’idea di un futuro in cui il nuovo fotocatalizzatore sarà ancor più versatile e modificabile per la produzione di carburanti e prodotti chimici. In questo modo il gruppo spera di poter intervenire nei processi biologici naturali, con tecnologie in grado di alterare i microbi, per incontrare le esigenze dell’uomo.

La sfida della scienza moderna è aperta. Al MIT in Masssachussets, ad esempio, il professor Daniel Nocera porta avanti un progetto per riprodurre artificialmente una foglia e il suo meccanismo di fotosintesi. Il prototipo, realizzato con materiali poco costosi, è costituito da un catalizzatore in nickel e cobalto, che, immerso in acqua ed esposto alla luce solare, separa le molecole d’idrogeno e ossigeno. Questi ultimi sono poi ricombinati per generare calore ed elettricità senza emissioni tossiche.

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