Si chiama Evolution Megalab ed è un macroesperimento che ha mostrato come il cambiamento climatico abbia inciso sul colore del guscio delle chiocciole.
Nello specifico parliamo della specie Cepaea nemoralis, su cui è stato possibile osservare come l’aumento della temperatura abbia inciso in tal senso. Ma la vera “rivoluzione” di tale scoperta è data dal fatto che a portare a termine gli studi non sono stati degli esperti malacologi, bensì un grande numero di volontari tra cui migliaia di studenti che hanno partecipato in prima persona allo studio.
Grazie al loro lavoro è stato infatti possibile raccogliere e catalogare migliaia di gusci di chiocciole da cui poi i promotori del progetto hanno provveduto ad estrarre dati che sono stati comparati con quelli in possesso dei vari musei di scienze naturali.
Basando le ricerche su circa mezzo milione di esemplari, vissuti nell’ultimo secolo si è notato che il loro guscio diviene piú chiaro quanto piú ci si dirige verso i climi caldi del sud. In questo modo sembrano avere la meglio, nell’ambito della selezione naturale, quelle specie che dispongono di un guscio in grado di assorbire meno calore.
Da qui’ ecco che il colore del guscio delle chiocciole si è modificato, con conseguente aumento della popolazione delle chiocciole gialle e relativa diminuzione della popolazione di quelle con guscio piú scuro.
Inoltre in qualsiasi tipologia di ambiente il numero delle chiocciole lisce è diminuito, mentre sono aumentate quelle striate. Il motivo è presto spiegato, la diminuzione dei loro predatori come i tordi, ha permesso loro di non aver bisogno di mimetizzarsi.
Questo è solo uno dei tanti effetti derivanti dal cambiamento climatico, al quale ognuno di noi deve contribuire a fermare o di questo passo saremo costretti a dire addio a molte specie aminali.
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