Il clima sta cambiando ma gli americani non ci credono, e gli Italiani?

di Jessica Ingrami del 3 ottobre 2014

Il clima sta cambiando, è un fatto incontrovertibile. Eppure, secondo un recente sondaggio condotto da un’organizzazione di ricerca del Regno Unito, i primi a non credere  ai cambiamenti climatici che stiamo vivendo sono proprio gli americani.

In questo studio, che vede venti paesi coinvolti, e ha raccolto le risposte di oltre 16mila persone, la salvaguardia del pianeta non sembra essere nella coscienza di tutti.

Lo dimostrano le poco incoraggianti risposte all’affermazione “Stiamo andando vero il disastro ambientale se non cambiano rapidamente le nostre abitudini”: solo il 57,3% degli americani intervistati si è dichiarato d’accordo, mentre per tutti gli altri non è, evidentemente, una minaccia così pressante.

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I risultati appaiono completamente diversi quando, invece, a rispondere sono gli abitanti della Cina: alla stessa affermazione, la maggior parte delle risposte concordano con l’imminente catastrofe ambientale verso cui ci stiamo dirigendo. E alla domanda in cui si chiedeva se il cambiamento climatico fosse in gran parte causato dalle attività umane, ben il 93% ha risposto di sì, contro appena il 54% degli americani!

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Nonostante gli Stati Uniti siano il secondo più grande produttore di anidride carbonica a livello mondiale e si trovino in 13° posizione all’interno della classifica sull’efficienza energetica, sembra proprio che la popolazione non abbia la consapevolezza di quel che sta accadendo al nostro Pianeta.

Ciò che potrebbe aver falsato la percezione della gente sul fatto che effettivamente il clima sta cambiando, è la qualità dell’aria, sensibilmente diversa nei due paesi: in Cina, al primo posto nell’emissione di CO2 nell’atmosfera, il problema dello smog è tristemente noto e non accenna a diminuire; mentre negli USA la qualità dell’aria è decisamente migliorata negli ultimi decenni, soprattutto grazie alle misure correttive adottate.

Ancora una volta, la percezione dell’ambiente circostante e delle esperienze personali, che sono molto diverse tra un individuo e l’altro, anche se in questo caso non collimano con l’effettiva responsabilità dell’inquinamento atmosferico, fanno vedere la situazione in modo diverso dalla realtà.

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