Il traffico di animali esotici in Italia: vale 2 miliardi l’anno

di Luca Scialò del 27 marzo 2014

Il traffico di animali esotici e di tutto quanto circola intorno a loro, sta raggiungendo nel nostro Paese cifre esorbitanti: si parla di un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro all’anno e in tutta l’UE di circa 100 miliardi di euro annui.

Secondo l’organizzazione Traffic, all’inizio degli anni ’90 il commercio internazionale di prodotti derivati da fauna e flora selvatica si aggirava intorno ai 160 miliardi di dollari all’anno, raggiungendo nel 2009 la stima di 323 miliardi di dollari. Un commercio preceduto solo da quello del traffico di armi e della droga.

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Questo business florido sta anche provocando una strage di animali: negli ultimi 10 anni il numero di elefanti africani uccisi illegalmente è raddoppiato mentre la quantità di avorio sequestrato è triplicata (1 kg di avorio è venduto a circa 600 euro). Inoltre, il bracconaggio ha causato il 78% della riduzione delle tigri di Sumatra. Le loro ossa sono vendute a circa 900 euro al kg.

La Lav, che ha presentato questi dati drammatici, auspica che siano previsti significativi inasprimenti delle pene, al fine di uniformarle agli strumenti vigenti in altri Paesi, anche europei, che prevedono pene detentive fino a 7 anni di reclusione.

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Indispensabili anche nuove risorse per il mantenimento delle specie sequestrate. Ogni anno lo Stato e decine di strutture private spendono svariati milioni di euro per la cura di animali che sono stati abbandonati, sequestrati o confiscati.

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