Il quartiere Kronsberg di Hannover: un esempio di quartiere eco-sostenibile

di Alessia del 17 ottobre 2011

Da alcuni decenni alcune amministrazioni pubbliche sono impegnate nella rivalutazione di quartieri urbani sulla base dei cardini dell’eco-sostenibilità.

Spesso queste operazioni vengono messe a punto in occasione di importanti eventi, così come è accaduto ad Hannover, sede dell’Expo 2000.

Il progetto nasce nel 1993 con lo scopo di realizzare il nuovo quartiere residenziale di Kronsberg a sud della città di Hannover, alle pendici di una collina, in una zona da anni destinata alle attività agricole. Un posto ideale dunque per dar vita a quello che poi diventerà uno dei primi esempi di progettazione eco-compatibile a livello mondiale.
Gli eco-quartieri assicurano un miglioramento della qualità della vita, una riduzione del consumo energetico affiancata ad una promozione dell’uso di energie rinnovabili. Kronsberg si estende per 150 ettari e comprende 6000 unità abitative per un totale di circa 15.000 cittadini.

Si è sviluppata lungo gli assi principali della mobilità pubblica ferroviaria, consentendo ai cittadini di spostarsi con i mezzi locali, lasciando le proprie auto nel garage. Le fermate di tram e bus sono posizionate ogni 500 metri e collegano facilmente il quartiere con il centro della città. La pista ciclabile si snoda lungo 1,5 km.

L’obiettivo fondamentale è la riduzione della emissione di CO2 e per questo la produzione di energia viene ottenuta attraverso due turbine eoliche e due impianti di cogenerazione alimentati da gas naturale. Le abitazioni private e gli edifici pubblici sono riscaldati da un sistema di pannelli solari posti sui tetti.

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Una particolarità davvero avvincente è il sistema di raccolta dell’acqua piovana, riutilizzata per gli scarichi igienici delle scuole e delle abitazioni private. E’ stato messo a punto un fitto sistema di drenaggio, comprensivo tra l’altro di 11km di fossati, mediante i quali si recupera l’acqua proveniente dalle strade, dai giardini privati, dalle grondaie.

Per la costruzione degli immobili sono stati utilizzati materiali di recupero e non tossici, mentre ogni famiglia è impegnata nella raccolta differenziata e nel compostaggio domestico. Attualmente è stata stimata una riduzione di CO2 pari al 75% rispetto alle strutture tradizionali e una riduzione del 30% della produzione di rifiuti urbani solidi.

I rifiuti vengono riciclati e reinvestiti nella produzione di energia. Non esistono discariche ma un centro di trattamento integrato comprensivo di inceneritore, trattamento meccanico e compostaggio, digestione anaerobica e postcompostaggio.

Il quartiere è fornito di tutti i servizi, compresi centri di aggregazione, e i bambini sono liberi di giocare nei vari parchi e giardini disseminati per tutto il territorio. Dietro la progettazione, che ha visto coinvolti architetti, costruttori, ingegneri e la cittadinanza in primis, c’è stata anche una buona promozione culturale del rispetto dell’ambiente e dei benefici che una corretta gestione degli spazi e dei consumi avrebbe apportato sulla qualità della vita.

C’è anche una situazione politica favorevole, considerato che nell’amministrazione pubblica il ruolo svolto dalla Direzione per la Protezione del clima è molto imponente e intrattiene rapporti con numerose aziende e imprese. In più il Comune detiene il pacchetto di maggioranza nell’azienda di produzione dell’energia elettrica della città di Hannover e si può contare sulle liquidità del Fondo di Protezione del clima.

Tutto questo ci fa ben sperare che politica, economia e ambiente possano trovare una favorevole cooperazione per dar vita ad un progetto che si spera possa essere d’esempio per le altre amministrazioni anche in Italia perchè no.

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