Il tappo che purifica l’acqua con il sole

di Diana Marchiori del 18 dicembre 2013

L’acqua è vita per tutto il pianeta: uomini, animali e piante; è un bene prezioso, troppo spesso sprecato. Una nuova azienda, la Helioz, ha sviluppato WADI, uno specifico dispositivo per purificare l’acqua grazie all’energia del sole.

WADI è stato progettato da un team composto da medici, economisti, ricercatori scientifici e coordinatori in collaborazione con diversi paesi. L’idea di base è portare acqua potabile alle persone che vivono nei paesi in via di sviluppo, dove l’accesso all’acqua implica spesso lunghi tragitti a piedi e non è sempre possibile trovare una fonte sicura.

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Per fare veramente la differenza nella vita di milioni di persone Helioz ha pensato di  semplificare la progettazione, affinché si potesse ottenere un prodotto economico, facile da usare, con minori probabilità di rompersi e quindi anche minor ricorso a parti di ricambio.
La particolarità del dispositivo è la sua capacità di rilevare e calcolare l’intensità dei raggi UV dell’acqua di depurazione, informando immediatamente chi lo utilizza quando l’acqua può essere bevuta in totale sicurezza sia sul display (con una faccina sorridente) sia grazie ad una barra di stato. WADI mostra lo stato di avanzamento della disinfezione solare dell’acqua.

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Il processo è ottenuto in una bottiglia senza l’uso di prodotti chimici, batterie o filtri e impiega un metodo chiamato Sodis<(solar water disinfection, ovvero disinfezione solare dell’acqua) per purificare l’acqua contaminata. I raggi del sole sono utilizzati per uccidere i germi come virus, batteri e parassiti.

Grazie ad una cella solare integrata che ne garantisce l’autosufficienza energetica si può utilizzare e condividere in più persone e famiglie, difatti si possono purificare simultaneamente diverse bottiglie di acqua. Grazie all’uso di una simbologia internazionalmente comprensibile il suo impiego corretto è reso piuttosto semplice. In pratica bisogna riempire una bottiglietta, che sia trasparente, pulita e priva di etichette, con l’acqua, che si ritiene contaminata ed esporla alla luce del sole per un determinato periodo di tempo. La durata d’esposizione varia a seconda dell’intensità dei raggi UV.

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Secondo l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia (ETH) di Zurigo  è raccomandabile un’esposizione di circa 6 ore per una completa purificazione dell’acqua. Le ricerche testimoniano però la possibilità di abbreviare questi tempi, sempre tenendo in considerazione le variabili climatiche. Si fissa il dispositivo come un normale tappo, si preme il pulsante di reset e la si espone al sole. Quando l’icona diventa una “faccina sorridente” si può bere l’acqua.

Utile anche per chi viaggia e per le famiglie a basso reddito, il dispositivo è già stato testato in India e in Africa e si calcola che potrebbe salvare addirittura 400 mila vite all’anno.

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Speriamo quindi che questo utilissimo prodotto possa essere presto disponibile sul mercato, raggiungere una vasta diffusione ed essere impiegato nelle missioni umanitarie.

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