In Arabia le donne non possono guidare l’auto ma da oggi possono almeno andare in bici

di Luca Scialò del 26 aprile 2013

Come noto, le donne saudite sono sottoposte a molti divieti, tra cui quello di guidare. Ma almeno potranno usare la bici. Una piccola conquista che arriva dopo il film ‘Wadjda‘ (‘La bicicletta verde’); un successo della prima regista saudita Haifaa Al Mansour, che narra la storia di una piccola saudita che fa l’impossibile per avere una bicicletta.

Naturalmente dovranno rispettare delle regole che a noi occidentali appaiono ridicole: devono essere accompagnate da un parente di sesso maschile e non possono usarle come mezzi di trasporto ma solo per svago.

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In realtà questa nuova libertà può avere anche conseguenze molto negative, legate al fatto che le donne sono anche obbligate a portare l’abaya (la tradizionale veste delle donne saudite), lunga e scomoda per andare in bici.

Da Samia al-Bawardi, alla guida di una ong per le vittime di incidenti stradali, è già arrivato un appello alle donne affinché stiano alla larga dalle bici: “Indossare l’abaya e guidare in modo non appropriato può provocare terribili incidenti“.

In effetti non è certo il guidare una bici, con tutti i rischi del caso, che può far considerare le donne saudite più emancipate. Ancora troppi sono i divieti e le costrizioni cui sono sottoposte.

Ma prendiamolo come un buon segnale, per di più anche green.

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