In Australia si studia come ottenere materie prime green dal riciclo dei materiali

di Claudio Riccardi del 6 settembre 2013

Forse in pochi lo sanno, ma un’automobile di piccole dimensioni, del peso di una tonnellata, contiene al suo interno 30 chili di vetro e 90 chili di plastica. Tutto materiale che al termine del ciclo di vita dell’auto finisce indistintamente in discarica, e che invece può essere recuperato, riciclato e re-inserito nel ciclo della produzione industriale.

A sostenere il nuovo approccio è la University of New South Wales, in Australia, che, in collaborazione con un’importante azienda specializzata nel trattamento dei materiali, sta mettendo a punto una metodologia per recuperare dalle vecchie auto non solo l’acciaio – pratica già diffusa – ma anche il vetro e la plastica.

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Finestrini, cruscotti, pannelli e parabrezza potrebbero dar vita a nuovi oggetti, ed snellire nel contempo i volumi di spazio occupati all’interno delle discariche. Non solo, oltre alle auto, ci potrebbero essere diversi altri tipi di veicoli e macchinari riciclabili in maggior misura rispetto a quanto avvenga oggi.

La responsabile del progetto, la Professoressa Veena Sahajwalla (nella foto), crede molto nel potenziale di questo riciclo intelligente, e porge lo sguardo ancora più in là, verso la produzione del cosiddetto “acciaio verde”, materiale che si ottiene combinando il silice contenuto nel vetro e il carbonio contenuto nella plastica per originare materiali innovativi impiegabili come nuova fonte di energia sostitutiva al carbone.

Se dovesse andare in porto, ci troviamo di fronte ad una potenziale grande scoperta.

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