In California c’è il più grande impianto solare termico del mondo

di Chiara Greco del 14 novembre 2013

Spesso le piccole o grandi realtà cittadine in cui viviamo offrono esempi virtuosi di come vengono sfruttate le fonti rinnovabili. Smart grids, impianti solari, abitazioni intelligenti e sistemi che utilizzano vento, sole, acqua o rifiuti, continuano la loro “avanzata” nell’intento di realizzare un approvvigionamento energetico sempre più vicino agli obiettivi di impatto zero.

Un ulteriore esempio, di grandi dimensioni, è stato da poco avviato. Si tratta di un ultimo e geograficamente molto distante da noi, “esperimento” di impianto solare termico, da poco inaugurato in terra statunitense. Nella lontana e dispersa regione del deserto del Mojave, ma sempre dentro ai confini federali della California, è stato realizzato l’impianto solare termico più grande del mondo.

Sorto come una visione onirica nella sconfinatezza della vallata desertica, l’impianto solare termico più grande del mondo, chiamato Ivanpah Solar Electric Generating System, sarebbe stato “acceso” a fine Settembre vicino ad Ivanpah, nella parte californiana del Mojave. Con tre stabilimenti, ognuno dotato di serie di pannelli che convogliano i raggi del sole verso una torre centrale alta più di 130 metri, dove diverse turbine si attivano con il vapore, creando energia, grazie al contatto tra acqua e calore, l’impianto solare sarebbe pronto a produrre circa 370 megawatts di energia all’anno.

Il mega-progetto è frutto di una partnership tra le società NGR Energy, BrightSource Energy, Google e Bechtel, un dato significativo soprattutto per quanto riguarda Google, attiva su diversi fronti per quanto riguarda le energie rinnovabili.

SPECIALE, GOOGLE E LE RINNOVABILI, AMORE E BUSINESS:

E fino a qui, il progetto di Ivanpah, come è anche noto oltreoceano, sembrerebbe offrire l’ennesimo modello per il settore dell’energia rinnovabile. Qualcosa però spaventa ambientalisti e attivisti della zona. Sarebbe il potenziale impatto che l’enorme impianto potrebbe portare all’habitat del Mojave, prendendo come esempio la progressiva sparizione di colonie di tartarughe o, ancora, le ingenti quantità di acqua utilizzate per alimentare l’impianto, risorsa quanto mai indispensabile per la zona aridissima dove l’impianto è situato.

Se gli effetti saranno da vagliare, l’opera si è però già guadagnata un posto tra gli esempi mondiali più eclatanti di utilizzo di fonti rinnovabili.

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Per saperne di più: il sito ufficiale del progetto

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