In Francia si utilizzano degli eco-tagliaerba: le pecore!

di Alessia del 30 aprile 2013

Chi l’avrebbe mai detto che nell’era del wi fi e dei macchinari ultra tecnologici si tornasse indietro nel tempo a recuperare un animale troppe volte bistrattato e considerato solo come carne da macello?

Eppure questo non è il primo caso in cui l’uomo contemporaneo recupera dal passato abitudini e tradizioni improntate su un forte legame con la Natura.

Gli ovini da sempre brucano nei prati nutrendosi di erba e concimando il terreno attraverso i loro rifiuti organici, quindi quale fertilizzante e tosa-erba migliore?

In realtà questa non è una vera e propria novità, perché in Francia da circa 10 anni si pratica l’eco-pascolo, soprattutto nelle zone rurali, ma ciò che lascia stupiti è sicuramente l’idea di affidare a 4 pecore nane, provenienti dall’isola di Ouessant, il compito di ripulire l’area antistante gli Archivi di Parigi.

Si tratta di ben 2.000 mq dove questi quadrupedi potranno liberamente mangiare, addormentarsi, godersi i tepori primaverili e poi i primi freddi, considerando che dal mese di aprile fino ad ottobre faranno 3 ‘turni’ di lavoro da 15 giorni ciascuno. Una sorta di contratto atipico, in linea con la precarietà dei nostri tempi!

Laddove si utilizzano diserbanti chimici e tagliaerba per 24 volte l’anno viene meno la biodiversità, mentre introducendo degli animali come le pecore, l’intero eco-sistema si riattiva perché i loro escrementi richiamano gli insetti i quali a loro volta richiamano gli uccelli insettivori, come le rondini.

In più la scelta dell’eco-pascolo consente di dare nuova vita ad animali che altrimenti verrebbero abbattuti dal momento che questa specie non è nota per le sue qualità produttive.

Certo, queste 4 pecorelle avranno dirottato i giardinieri su altri parchi cittadini ma immaginate quanto guadagno in termini di eco-sostenibilità e impatto sociale?

Ci vorrà del tempo per ridare salute e prosperità ai nostri giardini, ma nel frattempo godiamoci la vista di queste simpatiche pecorelle, chissà che per un attimo i parigini non dimentichino il caos della loro metropoli.

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