In India il costo dell’eolico compete con il carbone

di Luca Vivan del 16 dicembre 2013

I paesi in via di sviluppo rimandano molto spesso a immagini di arretratezza e disordine, a vecchi impianti industriali e centrali elettriche a carbone. L’India è forse più di tutti l’emblema di un mondo lontanissimo dai nostri concetti di ordine e progresso, idee che non nascondono delle volte un certo razzismo.

Eppure, come per molte altre idee, ricredersi è sempre una buona base di partenza per cogliere fenomeni all’avanguardia che spesso avvengono proprio nei paesi emergenti.

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Secondo un report della HSBC in India, il costo dell’energia prodotta con gli impianti eolici compete ormai con quello derivato dal carbone. Da una parte le politiche di finanziamento dell’eolico hanno reso economicamente più appetibile questa forma di produzione, dall’altro l’India ha avuto dei monsoni poco abbondanti negli ultimi anni e di conseguenza c’è tutt’ora una mancanza d’acqua per alimentare le centrali termoelettriche a carbone.

In questo momento l’India è il quinto paese al mondo per produzione di energia elettrica attraverso pale eoliche. Maggiori investimenti nella rete di distribuzione potrebbero far aumentare la sua capacità e ridurre i costi degli impianti.

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Un evento dannoso come la scarsità d’acqua si sta quindi dimostrando un forte incentivo verso forme più sostenibili di sviluppo e innovazione. In generale, è proprio in questa epoca che vede un attacco senza precedenti alla Natura che l’essere umano sta sviluppando sistemi alternativi di produzione e distribuzione, in grado così di riportare l’attenzione collettiva verso un rispetto che si era smarrito e che proprio le emergenze richiedono.

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