In Italia metà dei rifiuti finisce ancora in discarica

di Luca Scialò del 20 dicembre 2012

Italia ancora molto indietro per quanto concerne la differenziazione dei rifiuti urbani prodotti. Basti pensare che in discarica ci finiscono ancora il 49%, ovvero ben 15 milioni di tonnellate ogni anno.

Nel Mezzogiorno la situazione è ancora più negativa con quasi tutte le regioni che superano ampiamente il 60%, fino al record negativo del 93% della Sicilia. Molti di meno sono i rifiuti che trovano nuova vita: viene recuperato solo il 33%, un modesto risultato rispetto alla media europea del 42%. Peggio di noi solo Portogallo (19%) e Grecia (18%).

La Lombardia è la Regione che si affida meno alla discarica (8%). Seguono, con un bel distacco, il Friuli (14%) e il Veneto (15%). Sono ben nove, invece, le Regioni ricorrono alla discarica per smaltire oltre il 60% dei propri rifiuti (Liguria, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) e diventano dieci, con la Campania, che invia i rifiuti in altre zone d’Italia o all’estero.

Il dato del Lazio è doppiamente negativo poiché non solo qui finiscono in discarica oltre 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (74%), ma è anche la regione che spende di più per questo disservizio: «Il riciclo nel Lazio è fermo al 17,8% e il costo dello smaltimento in discarica è il più alto in Italia: 196 euro all’anno per abitante», aggiunge Ronchi. «Dati ben lontani dalla Lombardia che ha la miglior perfomance con il 47,4% di rifiuti avviati al riciclo e il costo di 124 euro a persona per lo smaltimento in discarica».

Le cattive notizie per il nostro Paese non si fermano qui: secondo il rapporto L’Italia del riciclo, recuperiamo sotto forma di materia solo il 20% dei rifiuti (escluso il compostaggio), contro una media europea del 26%; anche il compostaggio e il recupero energetico si mantengono sotto la media del «vecchio continente», rispettivamente al 13% (in Europa al 16%) e al 18% (29% in Europa).

Una buona notizia deriva dall’industria italiana del riciclo degli imballaggi, che si è mantenuta su buoni livelli sia per quantitativi, pari a 7,5 milioni di tonnellate (+2% sul 2010), sia per tasso di riciclo, stabile al 64%: crescono carta (+3%), plastica (+4%) e vetro (+7%), in calo acciaio (-1%), alluminio (-13%) e legno (-5%).

Dati in linea con il rapporto Il riciclo ecoefficiente, presentato la scorsa settimana a Bruxelles e da cui emerge come l’Italia con 33 milioni di tonnellate sia seconda solo alla Germania per il riciclo delle materie seconde (gli scarti della lavorazione industriale) e che l’intero comparto sia una componente chiave della green economy europea con oltre 500 mila occupati.

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Lorena aprile 9, 2013 alle 3:14 pm

Sono stata a visitare un’azienda 100% italiana che da generazioni si occupa del riciclo della carta (questo è un video sul suo fondatore, Luciano Nicolis http://www.youtube.com/watch?v=IdYIGlndNPE ), in fondo anche nel nostro paese ci sono queste realtà e ci sono molte persone che si interessano dell’ambiente e cercano di fare qualcosa per contribuire al recupero dei materiali.

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