In Mozambico sterminati gli ultimi rinoceronti

di Martina Pugno del 4 maggio 2013

Avvistare un rinoceronte in Mozambico potrebbe essere diventato impossibile: dopo mesi di notizie sempre più preoccupanti riguardo al bracconaggio in Africa, la situazione non sembra migliorare e ci si trova di fronte all’ennesimo aggiornamento decisamente negativo.

L’allarme è stato lanciato dai responsabili del Parco Nazionale del Limpopo: all’interno del parco non vengono avvistati rinoceronti all’incirca dal mese di gennaio, fatto che lascia verosimilmente supporre la totale scomparsa degli animali dal territorio.

SAPEVI CHE: A Roma c’è il primo museo dedicato al crimine ambientale

Quella contro il bracconaggio è una lotta, difficile da portare avanti, soprattutto per via dell’estensione del fenomeno, come spiega il responsabile del parco Antonio Abacar: “Il nostro più grande problema è che alcuni dei nostri lavoratori sono coinvolti nell’attività di caccia illegale”.

Il parco si estende su una superficie di 1,1 milioni di ettari e fa parte del Great Limpopo Park, che copre anche il South African Kruger Park e il Gonarezhou Park in Zimbabwe. In particolare, a far temere l’estinzione pare sia un fatto avvenuto all’incirca un mese fa: il ritrovamento, all’interno del parco, di quindici carcasse di rinoceronti, cacciati per il prezioso avorio dei loro corni.

VIDEO NATURA: I rinoceronti volanti, video molto curioso

Si presume che gli esemplari fossero gli ultimi dei 300 animali presenti nel Parco al momento della firma, nel 2002, del trattato che sanciva la nascita della riserva definita “il più grande regno animale al mondo”. Nonostante il direttore del parco Bartolomeu Soto neghi l’estinzione, l’allarme lanciato dal responsabile Abacar sta facendo il giro del mondo.

Nella speranza che quanto dichiarato dalla guardia del parco sia un errore di valutazione, resta comunque evidente che il bracconaggio è una piaga difficile da debellare e che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa di numerose specie animali.

LEGGI ANCHE: Animali a rischio di estinzione: ora uno su quattro!

A favore del fenomeno anche il fatto che spesso tra i complici dei bracconieri si annoverano proprio le guardie dei parchi, pagate per indicare ai cacciatori i luoghi di passaggio e di raccolta degli animali mentre, secondo le associazioni a difesa del territorio e degli animali, un’altra causa primaria sarebbero le leggi del Mozambico, troppo poco severe per quanto riguarda questa orribile pratica.

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *