In Olanda vendere energia elettrica tra vicini è una realtà

di Luca Vivan del 27 novembre 2014

In Olanda è possibile vendere energia elettrica tra privati: chi ne produce in eccesso la vende al vicino tramite internet.

L’economia della condivisione permette di essere ospitati, di dividere la propria automobile, di comprare cibo locale ed ora anche di rifornirsi di energia rinnovabile, specie tra vicini.

Negozi, imprese e privati già da anni, grazie a speciali accordi con i gestori dell’energia, possono decidere di acquistare elettricità prodotto dal vento o dal sole. L’idea di una startup olandese è però quella di saltare intermediari e di muoversi nella direzione della Terza Rivoluzione Industriale auspicata da Jeremy Rikin, uno tra i suoi divulgatori più illustri.

E mettere in circolo l’energia prodotta da fonti rinnovabili un po’ come si fa ora con i dati e le informazioni, sfruttando il web come immensa rete di scambio planetaria. Il modello di economia che ne risulta non è più quello piramidale a cui siamo stati abituati per secoli, tipico anche del mondo dei mass media, dove ci sono pochi gestori di informazioni e di risorse, ma un sistema dove produttori e consumatori si scambiano conoscenza ed energia in modo paritario.

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Vanderbron (che significa “dalla fonte“) ha ideato una piattaforma che collega i privati che sono produttori di energia, prevalentemente eolica, la fonte più disponibile nei Paesi Bassi, con quelli che sono consumatori. Nel sito è possibile decidere il tipo di contratto più congeniale (annuale, triennale o anche bimensile) e di quanta energia si ha bisogno, dopo di che, visitando i profili di chi possiede turbine o pannelli solari, si decide chi contattare.

E’ un po’ come si fa ora con le piattaforme di ospitalità o di viaggio, tipo Airbnb o BlaBlaCar. Il progetto sta funzionando perché garantisce ai produttori maggiori introiti e ai consumatori prezzi più bassi rispetto al sistema di distribuzione dell’elettricità con pochi gestori. Vendere energia elettrica tra vicini poteva sembrare un progetto eccentrico, ma in realtà l’idea sta ricevendo un ottimo feed-back, anche in termini di immagine e copertura mediatica.

Per ora i produttori nella piattaforma sono 12 con energia sufficiente a rifornire 20.000 famiglie, la startup olandese sostiene però che tutti i produttori indipendenti dei Paesi Bassi possano soddisfare le esigenze di 1 milione di consumatori.

L’esempio olandese è solo un abbozzo di quello che potrebbe avvenire in tutti i paesi nel giro di pochi anni. Forse può apparire di poco valore, stiamo parlando per ora di sole 20.000 famiglie, ma di fatto è un primo passo verso un sistema energetico che funziona come una rete, in modo indipendente dalle grandi compagnie e dagli Enti governativi, un mattone verso una società meno centralizzata e più accessibile!

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