In Puglia le fogne scaricano in mare… direttamente nella riserva marina!

di Luca Scialò del 20 ottobre 2014

Quasi sempre le fogne scaricano in mare ma se quel mare è in realtà quello incontaminato della splendida Riserva naturale di Torre Guaceto, cosa succede?

Succede che questo parco marino, frequentato in estate da migliaia di turisti, che offre rifugio a diverse specie protette dell’Adriatico, negli ultimi tempi ha trovato nelle sue acque un’insolita e preoccupante schiuma bianca, oltre a liquami a getto continuo.

Ad avvistarli è stato il Consorzio di gestione dell’area protetta, in occasione dell’attivazione del depuratore dell’Acquedotto Pugliese, che ha lo scopo proprio di raccogliere le acque fognarie dei comuni di San Michele Salentino e San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi.

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Purtroppo le nuove fogne scaricano in mare direttamente perché non si è trovato modo di riparare il vecchio sistema fognario e l’inquinamento dell’area continuerà per altri mesi.

Si tratta di un progetto che è stato approvato da pochissimo tempo, lo scorso 2 settembre, grazie alla firma del direttore del Servizio risorse idriche regionali e dopo una diatriba giudiziaria lunga cinque anni, finita perfino dinanzi al Tar nel 2012.

Gli effetti sull’ecosistema marino sono già evidenti, al punto che le autorizzazioni per la pesca sportiva sono state sospese, in attesa di valutare le conseguenze a livello sanitario sugli stock ittici della riserva.

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Ma si è trattato di un autentico sabotaggio del sistema, da parte di qualcuno a cui la nuova fogna non va a genio. Secondo le stime più ottimistiche, per ripristinare il funzionamento della fogna ci vorrebbero almeno due anni, pari a circa 7 milioni di metri cubi di acque dolce depurata sfociata sotto costa.

Speriamo che sia fatto quanto prima.

AD INTEGRAZIONE DELL’ARTICOLO PUBBLICHIAMO QUANTO RICEVUTO DA DAVIDE SAVINA

La fogna non scarica direttamente a mare e non c’é stato nessun sabotaggio. Le acque fognarie di San Vito dei Normanni e San Michele Salentino affluiscono al depuratore consortile di Carovigno dal quale parte una condotta che scarica dal 26 settembre nel Canale Reale che, a sua volta, sfocia nella Zona A, cioé quella a massima tutela, dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto (c’é una bella differenza rispetto ad uno scarico diretto in mare). La messa in esercizio del depuratore è avvenuta senza che le opere previste fossero completate e ciò ha creato danno (si spera non irreparabile) al delicatissimo ecosistema che il Canale incontra alla sua foce. Il completamento dell’opera consiste nella realizzazione di una condotta sottomarina che scarichi al largo, ad una profondità di 50 metri, in modo da preservare flora (Posidonia oceanica) e fauna presenti a riva. Il Forum dei comitati civici, nato spontaneamente da un movimento di liberi cittadini in difesa della Riserva, CONDANNA la scellerata decisione della Regione Puglia che viola ben 4 leggi nazionali e una specifica direttiva europea che vietano “l’alterazione, con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e biologiche delle acque, nonché la discarica di rifiuti solidi o liquidi e in genere l’immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell’ambiente, nonché la escavazione e la raccolta di materiali inerti.”. Il forum, del quale faccio parte, chiede l’immediata CHIUSURA dello scarico nel Canale Reale e che si torni a scaricare TEMPORANEAMENTE in falda, fino al completamento delle opere necessarie a preservare l’ambiente della Riserva, così come è avvenuto illegalmente e per decenni nel periodo precedente alla messa in servizio del depuratore. Non siamo né pazzi né ignoranti, sappiamo che scaricare in falda è un crimine e crea danni e sappiamo altresì che il depuratore è stato avviato per evitare l’esecuzione di una procedura d’infrazione della Commissione Europea nei confronti dei comuni di San Vito e San Michele che prima scaricavano la fogna direttamente in falda. Preferiamo però il male minore, cioé che si continui, limitatamente al completamento delle opere suddette, ad inquinare una falda già compromessa anziché rischiare di danneggiare irreversibilmente anche Torre Guaceto.

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