In Sardegna c’è un distretto dedicato alla bioedilizia

di Claudio Riccardi del 13 settembre 2013

Forse non tutti lo sanno, ma la Sardegna vanta il più grande distretto della bioedilizia in Italia. Un polo a capitale interamente privato e a km zero, che sotto la sigla Editerra propone sul mercato una gamma di oltre 400 prodotti. Materiali utili per l’architettura, l’edilizia, l’arredo e l’interior design, ma anche la nautica, l’areonautica, l’impiantistica industriale e l’agricoltura.

Dalle materie prime al prodotto finito, tutto è rigorosamente realizzato attingendo da quanto offre l’isola, anche in termini di antichi saperi e know-how tecnologico.

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La Sardegna vanta il primato europeo per la più vasta e alta qualità di materie prime naturali e questa abbondanza – resa disponibile dalla Natura – viene trasformata in mattoni, materiali impermeabilizzanti, tetti, pannelli termoisolanti, barche, catamarani, arredi interni, lampade, letti e divani. Ma c’è di più: il principio del reciproco scambio rappresenta l’anima del lavoro in questo distretto: laddove un passaggio della filiera ha del materiale in eccesso, questo diventa risorsa per altre fasi produttive e tutto questo senza consumare risorse agricole, acqua e paesaggio.

Questo quadro ha favorito anche la messa a punto di brevetti inovativi, come la fibra di terra cruda, con la quale sono stati realizzati contenitori termici ultra-leggeri, utili per conservare i cibi freschi senza corrente. Una soluzione geniale che si è meritata l’inserimento nella top ten degli imballaggi innovativi alla fiera del packaging di Parigi a novembre 2012.

Un altro esempio che arriva dal polo della bioedilizia sarda è il Progetto Edilana, cui abbiamo già dedicato un altro articolo.

Editerra significa utilizzare al meglio l’abbondanza di materie prime native che offre l’ambiente. Tutta l’Italia dovrebbe prendere spunto e imitare l’iniziativa che arriva dalla terra dei quattro mori conosciuta solo per il turismo e il suo splendido mare.

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