Pensare alla lavanda officinale, il cui nome scientifico è lavandula angustifolia, evoca inevitabilmente l’idea di biancheria e armadi profumati e, come immagine, richiama alla mente le strisce azzurre e violette dei campi, tipiche della Provenza.
E’ una pianta della zona mediterranea in cui il terreno è in prevalenza roccioso e ghiaioso. Conosciuta fin dai tempi più antichi, si utilizzavano i suoi fiori per profumare l’acqua in cui ci si lavava e in cui si sciacquavano i panni, da questo e dal gerundio latino “lavanda” deriva il suo nome.
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Ma la lavanda viene coltivata per le sue molteplici applicazioni in cosmetica, fitoterapia e aromaterapia oltre che come ornamento di giardini, aiuole e bordure.
L’uso più tipico e tradizionale della lavanda è quello di conservarne le sommità fiorite nei sacchetti che si ripongono in armadi e cassetti non solo per profumare ma anche per svolgere una naturale azione antitarme, inoltre negli ambienti, soprattutto dove si trovano dei malatti, funziona da antisettico.
L’olio essenziale di lavanda ha uso sia esterno che interno. Unito a creme, oppure facendone cadere qualche goccia nell’acqua del bagno ben calda, oppure ancora applicate direttamente sulla pelle per massaggi, aiuta la purificazione delle epidermidi grasse e impure, facilita la cicatrizzazione di piaghe, abrasioni e ferite, stimola la circolazione, specie quella del cuoio capelluto. L’aroma emanato dall’olio essenziale di lavanda è rilassante e sedativo e massaggiato sulla nuca sembra che aiuti a tenere lontani i pidocchi.
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L’uso interno avviene sottoforma di tisana o di tintura madre, prevalentemente antispasmodica, la lavanda dall’interno allevia il mal di testa, i crampi intestinali, combatte la nausea, il singhiozzo, in caso di tosse svolge funzione sedativa ed espettorante, agisce anche sugli attacchi di asma, le bronchiti, le riniti, le sinusiti, e infine combatte le infezioni delle vie urinarie. Anche le gocce di olio essenziale si possono assumere direttamente insieme a zucchero oppure insieme al carbone vegetale.
Un fiore dalle mille proprietà medicinali ed estetiche che però può essere usato anche in cucina, nella preparazione di dessert (albicocche e pesche profumate dai fiori possono essere cotte in padella o farne marmellate), per profumare in modo delicato il miele e dolcificare poi i dolci al cucchiaio ed il gelato, e anche spolverizzata sulla carne alla griglia.
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