Non si sono ancora sopiti gli echi dello scandalo dell’ex cava Geregnano a Milano Bisceglie. Si tratta di un’area di 300.000 mq da riqualificare per la realizzazione di case, centri sportivi, parchi… il tutto su una discarica di rifiuti tossici. E’ quanto ha stabilito la magistratura milanese, a seguito di una indagine durata oltre due anni che ha portato alla luce decenni di malaffare.
Nel sottosuolo dell’ex cava Geregnano, che si spinge a oltre trenta metri di profondità, la falda acquifera è compromessa a causa della presenza di ogni tipo di veleno. I rilievi hanno portato alla luce metalli tossici, diossina, arsenico, fenoli, ammoniaca, sostanze cancerogene e tanto altro ancora.
L’intera area, come dicevamo, era stata rilevata da due società con l’intento di creare il perfetto complesso residenziale. Unico dettaglio, quello di aver volutamente ignorato ciò che vi è nel sottosuolo. Nel corso degli anni la necessaria bonifica dell’area non è mai avvenuta, a causa dei costi elevati e mai sarebbe stata fatta.
L’operazione è stata possibile grazie alle denunce di Legambiente e di un comitato di cittadini e grazie. Le indagini hanno poi portato alla luce autorizzazioni illecite e procedure “illegittime” adottate “dal Comune di Milano e avallate dalla Provincia“, con un”vantaggio patrimoniale” per le società private.
Non solo Terzigno, non solo la Campania. I perbenisti, con i loro luoghi comuni, sono serviti, le discariche tossiche esistono anche al nord e non è solo un problema del sud Italia. Che il tutto ci serva da lezione.










