Isolamento termico… ai funghi

di Marco Grilli del 11 settembre 2013

I progressi nel campo della bioedilizia non finiscono di stupire. Se pensavate che i funghi fossero buoni solamente in cucina,  trifolati o magari in un bel piatto di tagliatelle, beh, vi sbagliavate di grosso. Ecovative, un’azienda newyorchese specializzata nelle tecnologie ecologiche, nota per la produzione di biomateriali utilizzabili sia nell’edilizia che negli imballaggi, è pronta a stupire il mondo con la sua “mushrooms tiny house”, una piccola e graziosa casa eco-sostenibile, dove l’isolamento termico nelle pareti di legno è assicurato proprio dai funghi.

In questo modo i funghi potrebbero diventare il materiale più innovativo e originale per l’architettura green del futuro. Eben Bayer, il co-fondatore di Ecovative, è pronto a scommetterci.

La ricerca nel settore, seppur ancora in fase sperimentale, pare già molto promettente. Quella suggerita da Ecovative è una valida alternativa ai metodi tradizionali per l’isolamento, garantiti da schiume plastiche derivate dal petrolio. A ciò che non è biocompatibile e riciclabile, l’azienda americana risponde col “magico” micelio, infatti l’apparato vegetativo dei funghi è costituito da una rete di filamenti che crescono molto velocemente, originando delle specie di radici.

ecovative

L’isolante termico derivato dai funghi

Raggiunto un certo grado di sviluppo, la crescita viene bloccata con una forte fonte di calore e questo sottoprodotto agricolo resta a  seccare per circa un mese. Alla fine del processo, è così possibile ottenere una schiuma densa, molto adesiva, facilmente maneggiabile e plasmabile in varie forme mediante gli stampi. In sintesi, un materiale ottimo per l’isolamento termico e la chiusura ermetica.

Ecovative garantisce che il materiale sulla durata e sulla resistenza al fuoco e anche della “casetta” coibentata con i funghi, ma soprattutto sulla sua convenienza economica. Un modello per la bioedilizia del futuro, dove i principi ispiratori sono quelli del basso costo per i consumatori e del minor impatto per l’ambiente e la salute umana.

D’altronde, lo stesso Bayer è già noto per la sua greensulate formula”, un materiale composto da spore di funghi (del tipo pleurotus ostreatus), acqua, farina e perlite, ottimo per la realizzazione di un pannello isolante totalmente eco-compatibile e dal basso costo.

L’edilizia eco-friendly del futuro potrebbe reggersi su pareti… di funghi!

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