Italia importa ancora amianto, anche se illegale

di Luca Scialò del 23 febbraio 2015

Nonostante sia fuori legge da oltre un ventennio (precisamente dal 1992), l’Italia continua a importare amianto dall’India. Anzi, addirittura risulta essere la prima importatrice al mondo da quel Paese. A sottolinearlo un atto di sindacato ispettivo presentato da 9 senatori del Pd rispettivamente ai ministri dell’Ambiente e della Salute.

Tra il 2012 e il 2014 ha importato 1.040 tonnellate di fibre d’amianto per un importo di circa 26mila euro. Ma non solo India. L’Italia importa l’asbesto anche dagli Stati Uniti. Anche qui risultiamo essere secondo i dati ufficiali governativi tra i primi importatori di fibre d’amianto assieme proprio all’India, per circa 16mila dollari di export certificato.

Lo dice sia il report Indian Minerals Yearbook 2012 come riportato da una lettera che l’Osservatorio nazionale per l’amianto ha mandato al Senato.

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Ma la domanda sorge spontanea: perché l’Italia importa ancora amianto? A cosa serve tutto questo amianto illegalmente importato? Si suppone che in maggioranza sia destinato al settore edile, soprattutto quello gestito dalle organizzazioni criminali. Le quali sarebbero proprio loro a gestire questo traffico.

Ad attestarlo anche una recente inchiesta, quella relativa al caso di Finale Emilia, dove i magistrati stanno indagando su una ditta costruttrice in odore di ‘ndrangheta, che portava materiale contaminato d’amianto nei cantieri delle scuole costruite dopo il sisma del 2012.

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D’altronde le criminalità organizzate hanno messo le proprie mani sporche di cemento un po’ in tutto il Nord Italia, anche in casi clamorosi come la ricostruzione del post-terremoto in Abruzzo e l’Expo che si terrà tra tre mesi a Milano.

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