Juna Project: 3 bici Graziella da sole a spasso per il mondo

di Claudia Raganà del 13 marzo 2015

Quando delle vecchie bici Graziella se ne vanno da sole per il mondo, allora parliamo di Juna Project, un’iniziativa che vuole sostenere la condivisione e lo sport.

Tutti avrete sentito parlare del book crossing, che sta diffondendosi in tutto il mondo, cercando di portare nelle mani delle persone un libro e alcuni messaggi importanti: promuovere la cultura, la condivisione, la fiducia negli altri.

E se a passare di mano in mano fossero delle bici? Benvenuti all’interno del Juna Project.

Nato da un’idea di Lucas Realini, un insegnante di educazione fisica del Canton Ticino (Svizzera), Juna Project porta con sé alcuni dei principi del book crossing (a cui lo stesso ideatore racconta di essersi ispirato), ma anche delle missioni da concludere per aiutare gli altri.

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Protagoniste del progetto sono 3 biciclette che, passando di mano in mano, vogliono arrivare a promuovere l’utilizzo della bici, invogliare la gente a preservare la propria salute facendo attività fisica, sostenere l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi e a basso impatto ambientale, favorire la condivisione tra le persone e la fiducia reciproca, aiutare a raccogliere fondi (attraverso le “missioni“) per poter donare 100 bici a 100 bambini bisognosi di un mezzo di spostamento (es. per tragitto casa -scuola).

Entriamo nel vivo del Juna Project.

Le bici, un vecchio modello ‘Graziella’ anni ’60-’70, hanno la particolarità di essere facilmente trasportabili. Infatti ciascuna di loro può chiudersi o estendersi/ridursi o addirittura separarsi a metà. Il che le rende comode per spostamenti in treno, aereo, bus e quindi per viaggiare attraverso il mondo.

juna project

Juna Project: 3 bici da sole a spasso per il mondo

Curiosando nel sito, è possibile trovare l’elenco delle ‘missioni’ che sono state ideate e abbinate all’utilizzo delle bici, da quelle più facilmente realizzabili (es. far viaggiare la bici in aereo) a quelle più sfidanti (pedalare per 100 km o dall’alba al tramonto), passando per le più stravaganti e divertenti, come guidare vestito da dracula o da supereroe che aiuta le persone bisognose a compiere delle azioni quotidiane, guidare vestito da sciatore con tanto di scarponi ai piedi!

Ciascuna può essere ripetuta più volte e se tutte e tre le bici porteranno a termine le missioni assegnate, i fratelli Realini metteranno a disposizione 100 bici per 100 bambini in tutto il mondo.
Per la raccolta fondi utile all’acquisto, sono partite varie campagne di comunicazione web e offline e numerose sono le adesioni che si stanno avendo.

Le bici sono partite il 3 maggio del 2014 e stanno seguendo itinerari diversi.

Juna 1, al momento si trova ad Atlanta (USA), dopo aver attraversato la Svizzera e parte della Germania; Juna 2, ha visitato il Ticino, Como, Londra e al momento è in Francia (Saint Max); Juna 3, dal Ticino, è giunta in Svezia e in Germania (al momento si trova a Colonia).

Oggi le Juna bike sono state guidate da 29 ciclisti, attraverso 7 nazioni e hanno portato a termine 44 missioni.

L’ultima missione che le 3 bici dovranno compiere sarà quella di fare ritorno a casa. Sebbene sia una missione difficile e rischiosa (potrebbero perdersi o andare distrutte), la sua realizzazione sarà un’importante testimonianza di fiducia nell’umanità e nel senso di appartenenza e condivisione, che tramite le Graziella, attraverserà e unirà idealmente il mondo.

Le vicende delle Juna bike e dei ciclisti che si susseguono alla guida, sono monitorate istante per istante tramite internet. E’ possibile seguire percorsi e missioni, attraverso il sito web ufficiale e su tutti i principali social network (Facebook, Twitter, YouTube, Instagram), dove vengono raccolte foto e testimonianze dei viaggi.

Non ci resta che augurare buon viaggio alle mitiche Graziella ed aspettarle in Italia per un giro tra le meraviglie di questo paese… magari portando a termine la missione numero 81?

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